Vittorio Gassman Il mattautore

Gli siamo stati grati, lo siamo ancora. Lo abbiamo visto al cinema, a teatro. Ha imparato a farci ridere («I soliti ignoti»), ha continuato a farci ridere («La Grande guerra», e non solo) e ci ha fatto piangere («La Grande guerra», e non solo), ha accompagnato l’Italia del dopoguerra dandole voce e volti. È stato un attore straordinario e un uomo che ha molto vissuto, molto amato e molto sofferto. Se n’è andato il 29 giugno di 20 annifa. Eccolo: con la sua storia, con una poesia dedicata alla moglie. E nelle parole dei figli

Aiuto, il 5×1000 mi procura irrimediabili sensi di colpa

I giorni dell'anno sono questi: ogni pagina di giornale, ogni cartellone pubblicitario, ogni sala cinematografica e ogni rete televisiva mi chiede — giustamente, legittimamente, doverosamente — la mia quota di tasse per la sua causa — giusta, legittima, doverosa. La lotta contro una o l'altra malattia, la sopravvivenza di una biblioteca, la cura di un giardino, l'assistenza ai bambini o agli anziani o ai poveri del Terzo Mondo. Sono tormentato. E ogni anno non so cosa fare. Perciò propongo devoluzioni obbligatorie.

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