Il vero bene comune richiede un impegno collettivo che supera la somma dei singoli egoismi.
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La conoscenza economica come bene pubblico
In una società attraversata da trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche sempre più rapide, la qualità delle decisioni collettive dipende in maniera cruciale dalla qualità delle conoscenze sulle quali esse si fondano. Non soltanto le decisioni dei governi, ma anche quelle delle imprese, delle famiglie e dei cittadini.
Raimo Tuomela e la grammatica del “noi”
Una politica giusta non può limitarsi a generare appartenenza
Cambiare il sistema prima di contestare le scelte dei singoli
La libertà non è facoltà astratta di scegliere, ma qualità delle condizioni entro cui quella scelta prende forma
Una nuova legge elettorale? Prima le regole, poi i vincitori
Il confronto sul sistema di voto in corso in Parlamento paga il problema di una maggioranza che ritaglia la norma sulla necessità di vincere le prossime elezioni. E se la riforma saltasse una legislatura? Qualche proposta per svelenire il clima
Il circolo vizioso dell’insicurezza che nutre la finanza
Le crisi globali trasformano la paura e il rischio in rendimenti per le aziende della tecno-difesa, spingendo investimenti, innovazione militare e interessi economici a sostenere l’instabilità e favorendo le tensioni
La pace figlia di mercato e democrazia? Una promessa tradita
Per anni il mondo occidentale ha creduto che l’avvenire sarebbe stato sempre e solo migliore. La globalizzazione ha frantumato il sogno e nel vuoto che si è generato la guerra è tornata a essere possibile
La giustizia prima della linea di partenza
Una società giusta non promette a tutti lo stesso arrivo. Ma può e deve impedire che l’arrivo sia già scritto nella partenza
Alla ricerca del benessere perduto
Malessere. Per Maurizio Pugno il disagio diffuso non è un residuo patologico di società imperfette, ma il frutto malato di sistemi economicamente avanzati
Ecco l’architettura che si nasconde dietro le teorie della tecno-difesa
La formazione di Peter Thiel, dalle teorie sul capro espiatorio di René Girard, al pensiero di Carl Schmitt sulla funzione politica del nemico, fino alla visione élitaria del potere di Leo Strauss