Nel 2019 l’autrice franco-marocchina Leila Slimani, vincitrice del Goncourt, ha dormito una notte tra le opere d’arte contemporanea della Collection Pinault a Punta della Dogana, a Venezia, e ne ha fatto un libro. «Mi sento simile a quella città senza terra: sono costruita su pali conficcati nel fango»
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Desideri e libertà (senza controlli) bruciano il mondo
Le ragioni che portano alla crisi ambientale emigratoria. «Non si può avere, né volere, tutto»
Ho visto nella testa di Strauss-Kahn
Uno scandalo costò la carriera al potente politico francese. Ken Kalfus ne fa il protagonista della novella che apre la nuova raccolta. «Il mondo progressista? Predica bene e razzola male»
Londra nasconde il miglior Céline
In fuga dalle trincee della Prima guerra mondiale, il ventenne Ferdinand si salva mescolandosi alla sordida, derelitta ma umanissima umanità della capitale britannica: il secondo romanzo ritrovato nel 2021 è un capolavoro
Dall’Ucraina a Napoli il treno di un bambino
L’interesse per l’infanzia, il punto di vista dei ragazzini(e la sua resa linguistica), l’empatia verso chi soffre, una fiducia di fondo: Viola Ardone conferma i tratti distintivi dei romanzi precedenti in una storia sullo sfondo della guerra di oggi
Ho visto me stessa che s’ammazza
Una giovane donna, provata dal suicidio del fidanzato, si guadagna da vivere come moderatrice di contenuti web. Nel romanzo di Cecilia Rita, incappa nell’annuncio di un’altra giovane donna tanto simile a lei. È l’inizio di una metamorfosi
Un personaggio da romanzo chiamato Milano
Tre autori, tre Millennial, hanno ambientato i loro libri, appena usciti, nella città dove vivono o hanno vissuto. Sono Alice Valeria Oliveri, che la osserva attraverso la lente del lavoro intellettuale; Pietro Santetti, che lo fa usando la moda; Fabrizio Sinisi, che riflette sul senso del sacro. Per tutti una sfida personale e culturale
Il male si vince. Leggi, sarai libero
Francese di origine algerina, Amoudi ha vinto il Goncourt dei detenuti. A Bollate ha incontrato i reclusi.
Barcellona addio Divento apolide della letteratura
Troppo spagnolo per i catalani, addirittura temuto unionista che scrive in castigliano per gli indipendentisti... Ildefonso Falcones, campione del romanzo storico, è da sempre «ostracizzato dalla mia città». Fino all’ultimo sgarbo. La municipalità, «invitada de honor» alla fiera messicana di Guadalajara, l’evento editoriale più importante per la lingua spagnola e il principale appuntamento culturale dell’America Latina, lo ha ignorato.
L’albero genealogico di Pier Paolo
Ritornano in una nuova edizione le memorie di Susanna Colussi, madre di Pasolini. Con testi del poeta