Secondo l’Unicef ogni anno 500 mila giovani donne vengono portate in Europa occidentale per essere sfruttate nel mercato del sesso a pagamento. A caratterizzare il fenomeno è sicuramente la provenienza delle ragazze vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, in gran parte di nazionalità nigeriana o di paesi dell’est Europa quali la Romania, l’Ungheria, la Moldavia e la Bulgaria. Le donne nigeriane, fin dal 2000, sono una delle componenti più rilevanti nella composizione della popolazione migrante coinvolta. Si tratta per la maggior parte di ragazze fragili e fortemente deprivate, anche sul piano delle abilità di base, sia linguistiche sia in termini di competenze tecnico-professionali, che, sommate alle fratture psico-fisiche subite durante il viaggio, rendono i percorsi di presa in carico e integrazione non solo estremamente complicati, ma anche molto lunghi in termini temporali.

Nell’estate del 2019 Sofia Anni e Annaelena Valentini visitano sette associazioni no profit che lavorano per favorire il reinserimento sociale delle donne nigeriane vittime di tratta.

Incontrano 38 ragazze più o meno della loro età e le intervistano seguendo le tracce di un questionario per raccogliere dati oggettivamente e tradurre in numeri l’aiuto che le associazioni forniscono alle ragazze.

L’incontro con una persona, però, non può mai fermarsi alla semplice raccolta di un dato. Sofia e Annaelena accompagnano il lavoro con la scrittura di diari personali in cui convergono emozioni, contrasti e percorsi di vita differenti.

I loro diari, insieme ad alcune domande estratte dal questionario, diventano dispositivi per innescare una riflessione e un dialogo con il pubblico. Lo scopo è riconoscere come tutti noi abbiamo bisogno gli uni degli altri, e il nostro agire genera un impatto, magari senza che ce ne rendiamo conto.

Forse riusciremo a scoprire insieme che queste dimensioni, il vissuto personale con l’emotività che lo accompagna e la natura oggettiva dei dati, si completano e arricchiscono la ricerca.

LUOGO DELL’AZIONE

Anfiteatro del naviglio della Martesana

GRUPPO DI LAVORO

Annaelena Valentini

FOTOGRAFIE DI PATRIZIO RASO
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Mi chiamo Sofia Anni e mi sono laureata a dicembre in Economics and Management of Governments and International Organizations; la tesi “Debiti di Vita e Nuove Schiavitù” che ho presentato è stata possibile grazie al sostegno della Fondazione Roberto Franceschi, che mi ha permesso di visitare sette associazioni che favoriscono il reinserimento sociale delle ragazze nigeriane vittime di tratta insieme ad Annaelena, inseparabile compagna di avventure.
Sono originaria del Lodigiano, la terra della nebbia nel sud milanese, e al momento lavoro come consulente per il settore pubblico. Mi piacciono i gatti, i racconti e capire il presente attraverso le serie tv.

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