Il problema della guerra per i cattolici e le accuse a chi è contro la difesa armata

Una rilettura del rapporto tra i cattolici e il problema della guerra oggi ci suggerisce di mettere sotto critica l’idea che la difesa armata sia l’unica scelta realistica e richiama i limiti della teoria della «guerra giusta», anche alla luce del magistero della Chiesa. L’opposizione tra realismo armato e pacifismo utopistico va contestata, sottolineando invece l’importanza di diplomazia, non violenza, sanzioni, istituzioni e soprattutto diritto internazionale. D'altronde, è la stessa esperienza europea che sta lì a dimostrare che la pace può essere costruita attraverso il diritto e la cooperazione.

Senza creare le condizioni, serve a poco parlare di «restanza»: restare sì, ma dove?

Se la restanza è stata finora una postura antropologica nel mondo, il diritto a restare trasforma quel discorso collettivo in un dispositivo politico e sociale capace di incidere sulla realtà e di dare struttura a quel lavoro di cura del territorio che, per troppo tempo, è stato considerato in termini puramente volontaristici e residuali

Di fronte a poteri senza controllo, occorre scegliere che tipo di capitalismo costruire

La disuguaglianza non deriva solo dalle estreme disparità di ricchezza. Va fatta attenzione, ad esempio, al potere esercitato attraverso strumenti societari come le azioni a voto multiplo. Nate negli Stati Uniti per proteggere i fondatori di aziende a forte innovazione tecnologica dalle pressioni dei mercati, in Italia rischiano di rafforzare il controllo delle famiglie imprenditoriali, limitando ricambio e concorrenza. Occorrono regole che promuovano innovazione, trasparenza e contendibilità delle imprese, non la difesa dello status quo.