In regioni del mondo e in contesti culturali diversi si affermano leader ordalici che rigettano il primato della parola per affermare un potere arcaico avverso a ogni forma di mediazione simbolica
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Cosa succede quando il coltello vince sulla parola
Con la violenza il limite viene rigettato e con esso ogni sentimento di fratellanza umana. Educare non significa proteggere i giovani da ogni frustrazione, ma insegnare loro a tollerarne il peso senza trasformarlo in una spinta alla distruzione rabbiosa
La lezione di libertà di Spinoza
Leggendo il corso tenuto da Deleuze sul filosofo olandese si impara cosa sia la vera etica: una via per accrescere la nostra potenza senza mai confonderla con il potere
L’esplosione della violenza giovanile si combatte con l’arma della parola
La nuova aggressività dei ragazzi non è frutto di ribellione. Ma rappresenta l’adesione a un sistema dove gli unici ideali sopravvissuti sono il guadagno e il successo immediato
La cognizione domestica del dolore
Il suicidio della madre. La cura delle figlie e della casa. La perdita e l’offesa. Esce il memoir di Alessandra Saugo morta nel 2017 a 45 anni
Derrida e l’arte che rende lieve la terra a chi non c’è più
Che cosa resta dei nostri amici e familiari quando se ne vanno? Come affrontare il loro improvviso silenzio? Come si supera un lutto che pare la fine del mondo? I pensieri di un grande filosofo
La pittura come modo di ordinare l’inconscio
Persino un filosofo del dionisiaco come Nietzsche ricordava che la meta ultima dell’artista è raggiungere una forma. Rendendo rappresentabile anche l’abisso
La sinistra non capisce le paure
Massimo Recalcati: «Chi dice che la sicurezza è di destra non parla al popolo»
Educare alla sessualità è compito della scuola ma non è una materia
Nel dibattito tra ideologie identitarie si rischia l’oscurantismo Desiderio e libertà non si insegnano con un’ora di lezione
Nell’era dell’algoritmo non rinunciamo alla cura come ascolto
La potenza dei numeri e la precisione delle formule rischiano di imporre protocolli standard che ignorano la soggettività del paziente. Ma la medicina è relazione