Ci sono «vuoti» così radicati nella cultura da risultare invisibili. E la scelta stessa di tacere può significare molto. Su questi temi indaga il politologo Michael Freeden. Avverte: «La velocità digitale nasconde i discorsi ideologici profondi»
In un mondo dominato dal rumore, diventa vitale lo spazio della quiete. Senza rumori che impediscono di gustare la bellezza di un luogo. E di sognare a occhi aperti
In passato la vita era scandita dai suoni naturali e da pochi rumori inevitabili. Oggi, invece, sembriamo terrorizzati dall’idea di non poter avere sempre qualcosa da ascoltare, ovunque ci troviamo. Cos’è cambiato, nel nostro modo di rapportarci ai suoni?
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