Allievo di de Maistre, Baudelaire è attratto da ogni forma di oscurantismo: demonismo, sadismo, autoritarismo, superstizione, pena di morte,misoginia, antisemitismo. Insomma: odia i borghesi, i democratici, gli illuministi. Dotato di una straordinaria «intelligenza estetica» o«al negativo», Baudelaire è graniticamente convinto che è bello tutto ciò che è innaturale. La natura, in poche parole, lui la disprezza. Chissà, forse, se vivesse oggi, farebbe una campagna a favore della plastica come invenzione umana non degradabile. Perché, direbbe, il bello è una forma di resistenza al tempo, e quindi alla natura. La natura, ripete, non molto distante da Leopardi, non fornisce alcun ammaestramento e nessun esempio utile
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La serialità vive se accompagna le età dei lettori
Charles Dickens è il maestro. La lezione di Marcel Proust, i casi di Elena Ferrante e George Martin. E l’esempio perfetto dei nostri tempi: Harry Potter
La natura è una cattedrale
L’Islanda è da sempre un laboratorio perfetto: remota, compatta,scarsamente popolata eppure ricca e all’avanguardia. Qui è stato realizzato il primo sequenziamento genico di massa, qui si è svolto uno dei primi esperimenti di welfare allargato, qui il capitalismo ha conosciuto il suo volto più sfrenato e il suo precipizio più vertiginoso. Andri Snær Magnasonha intuito questa vocazione speciale della sua isola a essere un caso di scuola. Nel libro «Il tempo e l’acqua» intreccia storia personale e mitologia collettiva, riflessione saggistica ed esplorazione memoriale, geografia e ambiente,fino a portare la realtà sfuggente del cambiamento climatico dolorosamente e pericolosamente vicina a ognuno di noi. Ecco come ha fatto
Valeria Parrella e il suo mondo di donne: «Quando ti succede una cosa enorme non la superi: devi sistemarla a fianco»
La scrittrice racconta il proprio «apprendistato alla sorellanza»: dal rimprovero alla madre, «perché non mi aveva stirato bene la minigonna», al viaggio (vero) con tre amiche che sanno fare a meno degli uomini, trama del suo nuovo libro
Tutte le lettere (adulatorie) tra Proust e Montesquiou
Quando Marcel Proust e Robert de Montesquiou si incontrarono, nel 1893, a separarli non era solo una distanza di sedici anni.
Le poesie di Williams No, le poesie di Stoner
Williams e Stoner condividono un’idea altissima dell’espressione letteraria e del vincolo tra bellezza e verità
Nessuno e centomila
La grandezza sta nella capacità di accogliere moltitudini
Moravia l’indispensabile
Trent’anni fa la scomparsa dello scrittore che visse l’Italia e la seppe interpretare
L’epopea destrutturata
Un'intricata saga familiare segue la storia americana dagli anni '50 a Obama: racconta di una famiglia bianca e una afroamericana unite dal trauma della segregazione
A tu per tu con sé stesso (e con Hemingway)
Antonio Franchini torna dopo dieci anni con una raccolta che scompone l’immaginario dello scrittore americano Ma se l’autore di «Fiesta» tiene il lettore all’amo, qui la fine conta poco e bordeggiando la morte si celebra la vita