Soltanto nel 2022 all’interno di una cassa conservata dalla nipote sono stati ritrovati gli scritti inediti della scrittrice Maria Lazar, figlia della ricca e colta borghesia viennese, esule dal1933 e morta suicida in Svezia nel1948. Tra le opere recuperate, «Quattro volte me» è un romanzo di formazione che con le sue protagoniste anticipa il tema di una coscienza femminile segnata dal desiderio, dove il corpo appare opaco ed estraneo
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Mickey Donnelly Ah Ah Ah!
Come nel “Paddy Clarke” di Roddy Doyle, Paul McVeigh racconta il suo Paese attraverso un giovanissimo protagonista
Quel posto di lavoro spetta a me
Akinari Asakura ci porta nel cuore nero della competitività giapponese. In cui trovare un’occupazione diventa un perverso reality
La delucidazione della memoria
Alberto Arbasino. L’«Autocronologia», curata da Raffaele Manica, è uno strumento conoscitivo eccezionale per capire come lo scrittore rivedesse continuamente il suo passato a fini letterari
L’unico modo per ricordare è dimenticare
Madeleine Thien. «Il libro dei ricordi» parla di chi è intrappolato tra lo struggimento di un passato che non vuole passare e un futuro troppo desiderato
Cosa resta del Nome della rosa
Sette capitoli come i sigilli dell'Apocalisse e sette monaci morti: l'intramontabile successo di un romanzo postmoderno retto da una struttura geometrica e da uno sfondo storico robusto.
Philip Roth e il sionismo
Roth ci aveva avvertiti: la rilettura di Operazione Shylock mostra la spaventosa chiaroveggenza dello scrittore americano davanti al crocevia terribile del conflitto mediorientale.
Liberi di fuggire dal monolocale
Marco Lodoli continua coerentemente a narrare le favole urbane che costituiscono ilsuo universo poetico e stilistico (con l’eccezione dell’esordio di quarant’anni fa). Stavolta cifa inseguire un laureando e una giovanissima in motorino...
La memoria dell’esilio è una malattia
L’americana di origini palestinesi Sarah Aziza mostra come il dolore di un popolo può trasformarsi in sofferenza fisica
L’insignificante leggerezza
Florence Noiville ha scritto una singolare biografia di Milan Kundera: l’«ultimo poeta del romanzo», lo definisce Alessandro Piperno nella prefazione che anticipiamo. Risultato? Un fraintendimento. All’autore ceco naturalizzato francese in verità non importa nulla della propaganda umanitaria e dei partigiani senza macchia, degli indignati cronici e dei grandi moralizzatori, che infestano la narrativa contemporanea (e le tv, e i social). Cervantes, Flaubert e Musil sono accomunati dal desiderio di comprendere e dare forma nel modo più elegante a ciò che è inessenziale e transeunte. La vita