Domenica 11 giugno 1995 l’Italia fu chiamata a pronunciarsi per dodici referendum proposti dal Partito Radicale. Votò sì alla privatizzazione della Rai (e sappiamo com’è andata); votò no alle aperture fuori orario degli esercizi commerciali (anche qui sappiamo com’è andata); e votò a favore degli spot nei film trasmessi in televisione. Fu letta come una vittoria del partito di Mediaset (Berlusconi era sceso in campo d ameno di un anno e aveva sbaragliato gli avversari). Ma in realtà si rivelò un fatto molto più significativo
Archivio articoli per il tag: Cultura - pagina 724
Colonizzati a suon di sbornie L’alcol conquistò l’America
L’ebbrezza venne usata per piegare gli indigeni, poisi cercò di controllarla tramutandola da peccato in delitto
I fantasmi dei due imperi eredi di Roma
Per conoscere l’origine degli scontri di potere nella regione euroasiatica bisogna risalire alla storia di Bisanzio e di Mosca
La speranza di Bauman in un altro mondo
Saggi. «Socialismo utopia attiva», un saggio del sociologo polacco scritto nel 1976 e finalmente tradotto da Castelvecchi
Ho abdicato alla vita per raccontare la vita
Romain Gary si è seduto (vestito)sul bidet di un hotel di Parigi; Philip Roth si è ritirato in un monolocale di Manhattan; Ágota Kristóf si è rinchiusa in un cucinotto riscaldato male da una stufa a legna. Rinunciare a ciò che si è fuori dalla scrittura sembra finire in ciò che si è nella scrittura
Marrani. Quelle anime in esilio
Dissimulazione. Nel 1492 in Spagna si decretò l’espulsione o la conversione forzata degli ebrei. Costretti a ripudiare la fede, vissero scissi in un sé duale rappresentando «l’altro dell’altro»
È falso ma sembra quasi vero
Scienze cognitive
L’avventura dell’universo
Per millenni i filosofi, gli astronomi e gli scienziati hanno concepito l’universo come una sorta di palcoscenico, un’arena fissa, immutabile, nella quale i pianeti, le stelle e altri corpi celesti erano stati messi in moto. Albert Einstein ha spazzato via tutto ciò nel 1916 con la teoria della relatività generale
La letteratura francese: una sequenza di parricidi e di epistolari
Qui è nato il saggio;qui è stato coniato l’intellettuale; qui le lettere (ad amici, fidanzate, amanti) hanno fatto dello scrittore non un lavoro, ma una biografia. Eppure sono parecchi gli autori transalpini che hanno vissuto con disagio e apprensione, se non con vero disgusto, l’appartenenza alla tradizione cui l’anagrafe li condannava: Céline gettò tra i rifiuti Proust e Montaigne; Gide sbertucciò il feretro di Anatole France. Ecco,il solo connotato comune è la discordia; non esiste altra tradizione culturale che abbia amato parlare di sé con tale voluttà e pugnace perseveranza.
Lo sberleffo di Socrate
Il filosofo provocò la giuria ateniese come se cercasse la condanna a morte Un saggio di Mauro Bonazzi (Laterza) sottolinea che la condotta processuale del pensatore greco non era rivolta a ottenere un verdetto di assoluzione. Si ha piuttosto la sensazione che intendesse lasciare una testimonianza per i posteri