Il libro dell’anno è “My name is Lucy Barton” di Elizabeth Strout. Quando torneremo vicine e diremo di nuovo: mamma. La scrittrice americana, premio Pulitzer per “Olive Kitteridge”, racconta le relazioni umane imperfette con parole scarne e vive
Da Banksy a Elena Ferrante. Scegliere di non firmare le proprie opere o di usare uno pseudonimo corrisponde a un programma etico e politico. E ha un'origine nobile che risale al Medioevo
Ventidue sigle, nessun leader, ma si ritrovano a ogni comizio di The Donald. Una cosa che non si vedeva dagli anni ‘60. Che finora però ha fatto gioco al miliardario
Usiamo cookie nostri e di terze parti per monitorare il traffico sul sito e identificare gli utenti collegati all'area riservata . Se continui a navigare su questo sito, accetti questi cookie.