«Tre sono le sorgenti dalle quali derivano i principii morali e politici regolatori degli uomini - scrive Cesare Beccaria nelle prime pagine del suo “Dei delitti e delle pene” (1764) - la rivelazione, la legge naturale, le convenzioni fattizie della società»
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Rousseau e la “volontà generale”. Perché giustizia e utilità non devono essere separate?
Rousseau propone una mossa radicale: rinunciare alla propria libertà individuale assoggettandosi totalmente alla comunità
Il paradosso di Rousseau: si può liberamente scegliere di non essere liberi?
La vera virtù, intesa da Rousseau, è la capacità di anteporre il bene collettivo all’interesse individuale
Jean-Jacques Rousseau e la nascita della disuguaglianza fra gli uomini
Il filosofo ginevrino ricostruisce la parabola dell’organizzazione sociale: da uno stato di natura pacifico all’insorgenza delle società privata, l’origine dei conflitti che distruggono i rapporti
Adam Smith e l’idea “residuale” di giustizia
Hume e Smith, amici ma "divisi" su quattro temi principali: il concetto di sympathy, l'idea di utilità, il ruolo della religione ed il concetto di giustizia
Il miscredente, il professore e i troppi morti affogati nel nostro mare
La «simpatia» ha un ruolo centrale nelle teorie morali di Dvid Hume e Adam Smith ma se per il primo il giudizio morale si fonda solo su un punto di vista esterno, per il secondo serve un’attiva assunzione della prospettiva di ogni singolo individuo
Davvero l’interesse individuale e il senso morale sono in conflitto tra loro?
Una delle grandi intuizioni del filosofo scozzese riguardo al tema della giustizia è quella secondo cui tale concetto ha carattere convenzionale. Vediamo che cosa significa e cosa comporta
Quando dall’egoismo (ben temperato) nasce la giustizia
La forza della cooperazione, la divisione del lavoro, l’evoluzione culturale più di quella naturale ci ha resi capaci di fare le cose insieme, di unire sistematicamente le nostre forze e, in questo modo, di superare i limiti individuali che la natura ci ha imposto
Il muro e la volta. David Hume e la virtù artificiale della giustizia
Giustizia e proprietà indissolubilmente legate, anzi l’una origine dell’altra
Locke e la fiducia come fondamento del potere politico
Con il pensiero del filosofo inglese si arriva alla definizione di un potere politico che non può essere immaginato come illimitato; una delega in bianco irrevocabile