Samuel Beckett fu il primo a notare che l’autore della “Recherche” non ce la raccontava giusta. Philip Roth ci andò giù pesante in “Pastorale americana”: parodiando la scena della madeleine. Rivela la natura artificiosa e consolatoria della cosiddetta “memoria involontaria”
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Proust e l’inutilità della ricerca del tempo perduto
Capolavoro monumentale e labirintico, «Alla ricerca del tempo perduto» è anche il racconto di una vocazione che prende forma – tra memorie, salotti e tormenti – fino a diventare opera d’arte
Un irresistibile snob sedotto dagli sciocchi
Evelyn Waugh è stato il capofila esecrabile di snobismi, classismi, razzismi e bigottismi: un cocktail indigesto che per qualche strana ragione ha contribuito a renderlo uno tra gli scrittori più incontenibilmente spiritosi del Novecento. Il romanzo «Scoop», ora riproposto, aggiunge ancora qualcosa
La rivoluzione della flânerie
L’andare a zonzo per la città, l’instancabile vagabondare tra marciapiedi e lampioni, bettole e teatri, l’esplorare senza filtri virtù e crimini urbani, sono gli elementi distintivi del curioso «osservatore» celebrato da Baudelaire. Quella figura, che segna il passaggio alla modernità, è tornata centrale per il suo approccio lento ed etico: sa interpretare i problemi delle metropoli soffocate dall’overtourism
Alberto Arbasino. Céline, non Proust È lui il padre di Fratelli d’Italia
Il ritorno di (una versione di) un romanzo che ha segnato un’epoca consente di riflettere sui suoi «genitori letterari». C’è l’accusa verso la società intellettuale, la satira, il talento mimetico...Non è lo scrittore della «Recherche» il modello
Il paradosso della guerra e della pace
Il capolavoro di Tolstoj va riletto ogni tanto. E va riletto soprattutto oggi. Perché rileggerlo nell’autunno del 2025 non è la stessa cosa che rileggerlo, per esempio, nella primavera del 2018. Le parole di quel mirabile titolo assumono sempre un significato diverso, in questo momento meno astratto e più incombente. All’avventura bellica narrata dall’autore russo e agli odierni conflitti (sociali, economici, culturali...) combattuti con altre armi
E così Balzac divenne Balzac
C’è il romanziere per gioco (Stendhal), c’è il romanziere per vocazione (Flaubert) e poi c’è lui: il più misterioso e contraddittorio, eccitante e sconclusionato, estenuante e febbrile
Edith Wharton è viva e vegeta La mia estate con…
Alessandro Piperno ha trascorso la stagione leggendo tutto quello che poteva sulla e dell’ autrice de «L’età dell’innocenza», romanzo che le ha consentito di essere la prima donna a vincere nel1921 il Pulitzer. La forza dell’amore e della vanità
Il giovane Seymour batte Holden
L’arrivo delle nuove traduzioni dell’epopea di J. D. Salinger dedicata a Glass e al suo prodigioso esercito di fratelli e sorelle consente una considerazione. Questo eroe è un Amleto moderno, con buona pace delle anatre e tutto il resto
Ogni scrittore ha un padre ma la scrittura li ha tutti
Leopardi? Sì, Monaldo. Proust? Adrien, prima di Marcel. Kafka? Non Franz, ma Hermann. Giorgio Ficara rintraccia i debiti esistenziali—complicati, spesso dolorosi—degli autori