La crisi del 2008 può ancora insegnarci molto sui danni dell’azzardo morale. E sugli strumenti per prevenirlo
Archivio articoli per autore, di: Pelligra - pagina 17
E se abbassare l’asticella penalizzasse i più bassi?
Segnali, istruzione e mercato del lavoro
Perché la coda del pavone e le guance che arrossiscono sono un antidoto alla selezione avversa
Certi comportamenti, così come certi ornamenti o tratti fisici, possono rappresentare dei segnali capaci di veicolare in maniera onesta informazioni preziose che altrimenti rimarrebbero tanto private quanto inutili
Perché, a volte, più si paga e meglio è?
Comprendere i concetti di asimmetria informativa ci aiuta ad operare scelte individuali e collettive più razionali e più efficaci
L’odore del rischio, il profumo del premio e quegli strani eventi che paralizzano i mercati
Negli anni '90 una compagnia di assicurazioni svizzera lanciò sul mercato un nuovo prodotto: l'assicurazione matrimoniale.
La macchina della verità, i filtri informativi e l’amore pericoloso di madame Cunégonde
Che mondo sarebbe un mondo nel quale potessimo utilizzare un certo meccanismo per spingere gli altri, di loro spontanea volontà, senza nessuna coercizione, a dire sempre la verità?
Le Rane, Thomas Gresham e l’eterna lotta tra moneta buona e moneta cattiva
Come nasce la vecchia legge di Gresham sulla moneta buona che «scaccia» quella cattiva.
Selezione avversa e azzardo morale, le inefficienze dell’informazione asimmetrica
Il caso della «medicina difensiva», dagli Usa all'Italia, rivela la strana logica della selezione avversa
Informazione asimmetrica, contratti incompleti e gli agricoltori di Hume
Gli incentivi a investire in una buona reputazione mitigano in maniera considerevole i rischi connessi all’incompletezza contrattuale
Informazione, motivazione e la strana “Ipotesi di Hayek”
I problemi veri nascono quando una delle due parti ha delle informazioni private che l’altra parte non possiede. È in casi simili che le cose si complicano, che si genera inefficienza, che i mercati falliscono e che l’economia dell’informazione è chiamata a dare il suo contributo