Due studiose angloamericane analizzano il cinema italiano in chiave di genere. Mastroianni latin lover “inetto”, Volontè “proteiforme e mutevole”, Servillo “maschera di qualità”
La vicenda della filosofa a cui non è mai stato perdonato di pensare. Ed è nell’assenza di pensiero che può svilupparsi la “spiazzante mediocrità del male”
Si discute se escludere il narcisismo dalle patologie psichiche (troppo diffuso per essere a-normale): ma il guaio è districarsi tra mille scuole analitiche
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