Si fa presto a dire famiglia
Quando i concetti vanno aggiornati
A proposito di matrimonio.
Sull’ultimo numero di Famiglia cristiana dedicato alla Conferenza del
governo, Francesca S. da Roma chiede al teologo: “Una donna maltrattata deve
subire a tutti i costi per salvare il matrimonio o deve reagire?”. Ci si poteva
aspettare una risposta del tipo: “bisogna fare di tutto per salvare il
matrimonio, ma non a scapito dell’incolumità e della dignità personale”.
Secondo padre Giordano Muraro invece la donna maltrattata deve subire per non
sfasciare la coppia e la famiglia. Perché il matrimonio non è un “contratto di
giustizia” ma “un patto d’amore” e “l’amore per sua natura chiede di continuare
anche quando non viene ricambiato”. Come a dire che per la dottrina cattolica,
e forse anche per quella governativa, la coppia e la famiglia contano più della
persona.
A proposito di famiglia.
Succede a Milano che un uomo scompaia improvvisamente. Preoccupati gli amici
interpellano i parenti che vivono lontani. Nessuno sa niente. L’amico più caro
si reca a casa sua con il duplicato delle chiavi: tutto è acceso, come se il
proprietario si fosse allontanato per una breve assenza. La polizia, a cui
l’amico si rivolge, dice che non può iniziare le ricerche senza una richiesta
dei familiari. Un parente deve venire a Milano per sporgere denuncia. Così si
scopre che l’uomo è deceduto una settimana prima dopo un infarto che lo ha
colto al supermercato. Il suo corpo è abbandonato in una cella frigorifera del
nosocomio dove lo aveva portato l’ambulanza. L’ospedale non avendo trovato a
casa né moglie né figli aveva rinunciato a cercare altri congiunti. Quell’uomo
era singolo. E l’istituzione non riusciva a immaginare altre relazioni se non
quelle della famiglia tradizionale.
Questa testimonianza è di Silvia Baratella, pubblicata sul sito della Libreria
delle donne di Milano.
A proposito di genitori e figli.
Un ingegnere della Nasa scopre alla banca del seme di avere almeno nove sorelle
nate come lui da donatore sconosciuto. Sua madre fonda un sito internet per
trovarle. Oggi lo usano in trentamila. Su Il Venerdì di Repubblica
Riccardo Staglianò racconta come Ryan, giovane di Boulder (Colorado) abbia
rintracciato il padre genetico. E altri come lui si siano messi in rete per
analoghe ricerche. “Non cerco qualcuno da chiamare babbo, che mi paghi il
college o con cui andare alle partite di baseball. Voglio solo sapere qualcosa
di più dell’uomo che mi ha fatto venire al mondo” così scriveva Ryan in una
mail al padre genetico. Sarà pure, come ha detto il ministro Giovanardi, che
«le biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno
di una comunità d'amore con una identità certa materna e paterna», ma questi
figli ci sono e senza le biotecnologie non ci sarebbero stati.
Europa - 10 novembre 2010

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