Rimettere il genio nella lampada
La grande partita tra istituzioni e finanza speculativa è ancora in pieno svolgimento.
Domani in Francia entra in vigore una tassa sulle
transazioni finanziarie del tutto simile a quella già adottata dal Regno Unito,
una Duty Stamp Tax dello 0,1 percento sugli acquisti di tutti i titoli
francesi. La scelta della Francia si propone in maniera intelligente di
abbattere il falso mito che una tassa sulle transazioni possa funzionare solo
se implementata in tutto il mondo pena la fuga dei capitali finanziari. La Francia non fa altro che
copiare il modello inglese smascherando gli alibi di Cameron che ha fatto suo
questo falso mito parlando paradossalmente dal pulpito del paese con una delle
più alte ed efficaci Tobin tax del mondo implementate in un solo paese. In
realtà il Regno Unito con la
Duty Stamp Tax che da anni consente di raccogliere 4-5
miliardi di sterline all’anno ha perseguito lucidamente un triplice obiettivo:
stabilizzare il mercato azionario interno, spostare gli speculatori su altri
mercati ad hoc come quello in cui scommettere sulle differenze di prezzo senza
acquistare i titoli e, infine, lasciare senza tassazione la zona franca del
casinò della finanza derivata.
La proposta che l’UE cerca di portare avanti è più articolata avendo come
obiettivo la tassazione di tutte le attività finanziarie, derivati over the
counter inclusi per i quali è previsto nel corso dei prossimi anni obbligo di
registrazione a livello comunitario, anche se con aliquote più basse. Le
simulazioni dell’UE calcolano al netto di evasione ed elusione un gettito di
quasi 55 miliardi di euro (5 solo per l’Italia). La proposta è quella di
applicare per il prelievo il criterio della nazionalità dell’intermediario (che
a nostro avviso andrebbe incrociato con quello della nazionalità dell’attività
finanziaria per essere più efficace).
Abbattuto il falso mito dell’impossibilità di applicare la tassa in un numero
ristretto di paesi le critiche principali si sono spostate sui suoi presunti
effetti recessivi. La simulazione dell’UE a proposito indica una riduzione di
PIL dello 0.2 percento in 40 anni. Praticamente nulla. In realtà l’effetto
complessivo potrebbe essere significativamente espansivo per diversi motivi.
Primo, le simulazioni sono state condotte sotto l’ipotesi che tutte le imprese
finanzino i loro investimenti attraverso aumenti di capitale in borsa. Secondo,
si è assunto che l’effetto delle somme raccolte sul PIL sarebbe stato nullo.
Terzo, non si è attribuita alcuna probabilità, seppur piccola, all’eventualità
che l’introduzione della tassa riduca le possibilità di nuove crisi finanziarie.
La verità è che la grande partita tra istituzioni e finanza speculativa è
ancora in pieno svolgimento. Come già i BRIC ai tempi delle loro crisi
finanziarie stiamo imparando la lezione che il fondo monetario internazionale
produsse ai tempi di quelle crisi. La perfetta libertà dei movimenti di
capitali a breve dati gli attuali contesti dei mercati è dannosa per l’economia
reale. Affinchè sia utile all’economia reale e non autodistruttiva l‘immensa
energia dei mercati finanziari va imbrigliata e guidata non solo con lo scudo
antispread o il divieto di operazioni al ribasso in momenti di crisi. C’è
bisogno di modificare in modo sistematico gli incentivi tra suo utilizzo al
servizio dell’economia reale e nel casinò della speculazione e la tassa sulle
transazioni assieme ad altri provvedimenti è utile a questo scopo.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 31 Lug 2012

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