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Programma minimo bioeconomico.
Programma minimo per salvare la terra
La produzione di tutti
gli strumenti di guerra, non solo la guerra stessa, dovrebbe essere
proibita completamente. È del tutto assurdo (ed anche ipocrita)
continuare a coltivare tabacco se, nelle dichiarazioni, nessuno vuole più
fumare. Le nazioni che sono tanto sviluppate da essere i principali
produttori di armamenti dovrebbe essere capaci di raggiungere un ampio
consenso su questo divieto senza alcuna difficoltà se, come affermano,
possiedono anche la saggezza per guidare l'umanità. Interrompere per
sempre la produzione di questi strumenti di guerra non solo la farà finita
con gli assassini di massa per mezzo di armi ingegnose ma libererà anche
grandissime forze produttive che potranno essere impiegate per l'aiuto
internazionale senza pregiudizio del livello di vita nei rispettivi paesi.
Grazie all'uso di queste
forze produttive, e per mezzo di misure aggiuntive ben pianficate e
oneste, bisogna aiutare le nazioni in via di sviluppo a raggiungere il più
rapidamente possibile tenore di vita buono (non lussuoso). Tanto i
paesi ricchi quanto quelli poveri devono effettivamente partecipare agli
sforzi richiesti da questa trasformazione e accettare la necessità di un
cambiamento radicale nelle loro visioni polarizzate della vita. Il genere umano dovrebbe
gradualmente ridurre la sua popolazione fino ad un livello in cui
l'alimentazione possa essere adeguatamente fornita dalla sola agricoltura
organica. Naturalmente, le nazioni che stanno conoscendo un'alta
crescita demografica dovranno impegnarsi duramente per ottenere i
risultati più rapidi possibili in questa direzione. Fino a che non sia
diventato comune l'uso diretto di energia solare o sia ottenuta la fusione
controllata, ogni spreco di energia per surriscaldamento, superraffreddamento,
superaccelerazione, superilluminazione, ecc. - dovrebbe essere
attentamente evitato e, se necessario, rigidamente regolamentato. Dobbiamo curarci dalla
passione morbosa per i congegni stravaganti, splendidamente illustrata da
un oggetto contradditorio come l'automobilina per il golf, e per splendori
pachidermici come le automobili che non entrano nei garage. Se ci
riusciremo, i produttori smetteranno di produrre simili "beni". Dobbiamo liberarci anche
della moda, quella "malattia mentale umana", come la chiamò
l'abate Fernando Galliani nel suo celebre Della Moneta (1750). E'
veramente una malattia della mente gettar via una giacca o un mobile
quando possono ancora servire al loro scopo specifico. Comprare
un'automobile "nuova" ogni anno e arredare la casa ogni due è un
crimine bioeconomico. E' stato già proposto di fabbricare gli oggetti
in modo che durino più a lungo. Ma è ancor più importante che i
consumatori si rieduchino da sè così da disprezzare la moda. I produttori
dovranno allora concentrarsi sulla durabilità. e strettamente legato al
precedente, è la necessità che i beni devono essere resi più durevoli
tramite una progettazione che consenta poi di ripararli. Dovremmo liberarci dalla
"sindrome circolare del rasoio elettrico", che consiste nel
radersi più in fretta per avere più tempo per lavorare ad un rasoio che
permetta di radersi più rapidamente ancora, in maniera da avere ancora più
tempo per progettare un rasoio ancora più veloce, e così via all'infinito.
Questo cambiamento richiederà una buona dose di autocritica e un gran
numero di ripudi da parte di tutti quegli ambienti professionali che hanno
attirato l'uomo in questa vuota regressione senza limiti. Dobbiamo
renderci conto che un prerequisito importante per una buona vita è una
quantità considerevole di tempo libero trascorso in modo intelligente.
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