Newton si è sbagliato la gravità non esiste. Gravità addio
Negli Usa si è riaperto il dibattito sui principi formulati dal celebre scienziato grazie ai lavori di un fisico olandese
La teoria degli universi paralleli funziona anche come una metafora letteraria
e ci sono tre modi per raccontare questa storia. Nella prima versione un ladro
nel Sud della Francia fa sparire computer, passaporto e carta di credito di un
celebre scienziato.
La seconda versione racconta la vita di due gemelli monozigoti la cui vita
procede perfettamente identica, fino a un divorzio che spezza l´armonia. La
terza storia ci rivela che la teoria della gravità di Isaac Newton è
un´illusione. Quest´ultima ci porta alla scoperta dell´universo
"olografico", della "teoria delle stringhe" e altri termini
esoterici, misteriosi e affascinanti. Nonostante le apparenze è più facile
partire dalla fine.
La teoria della gravità è forse la più formidabile legge della fisica, il
principio più evidente e universale perché corrisponde a un´esperienza empirica
irresistibile. Il bambino ancora non sa parlare e uno dei primi giochi in cui
si trastulla dal seggiolone, consiste nel far cadere il cucchiaio della pappa.
Lo spettacolo è affascinante nella sua ripetitività. Afferra il cucchiaio, lo
solleva, lo lascia cadere, e ogni volta il miracolo si ripete: quell´oggetto
viene attratto irresistibilmente a terra, costringendo il paziente genitore a
raccoglierlo. Ognuno di noi all´età di 18 mesi è stato Newton senza saperlo.
Ebbene, ricrediamoci: la forza di gravità è un´illusione, una beffa cosmica, o
un "effetto collaterale" di qualcos´altro che avviene a un livello
molto più profondo della realtà.
L´abbandono di Newton era già stato anticipato dalla relatività di Albert
Einstein ma ora avviene una rottura ancora più radicale. Un celebre fisico
matematico olandese-americano, il 48enne Erik Verlinde che ha già legato il suo
nome alla "teoria delle stringhe" (la supersimmetria negli universi
paralleli), sta agitando il mondo accademico degli Stati Uniti con una serie di
conferenze in cui fa a pezzi la teoria della gravità. Da Harvard a Berkeley, i
colleghi scienziati lo stanno prendendo molto sul serio. La sua nuova visione
infatti può gettare una diversa luce su alcuni dei grandi temi della fisica
contemporanea: la cosiddetta dark energy (energia oscura), una sorta di
anti-gravità che sembra accelerare l´espansione dell´universo, o la
"materia oscura" che ipoteticamente tiene unite le galassie.
Andrew Strominger, fisico-matematico di Harvard, è uno dei colleghi di Verlinde
che non nasconde la sua ammirazione: «Queste idee stanno ispirando discussioni
molto interessanti, vanno dritte al cuore di tutto ciò che non comprendiamo del
nostro universo». Verlinde è l´ultimo di una serie di scienziati che da
trent´anni a questa parte stanno smantellando pezzo dopo pezzo la teoria della
gravità. Negli anni Settanta Jacob Bekenstein e Stephen Hawking hanno esplorato
i legami tra i buchi neri e la termodinamica. Negli anni Novanta Ted Jacobson
ha illustrato i buchi neri come degli ologrammi, le immagini tridimensionali
usate per la sicurezza delle nostre carte di credito: tutto ciò che è stato
"inghiottito" ed è sparito dentro i buchi neri dell´universo, è
presente come un´informazione stampata nell´ologramma, sulla superficie
esterna. Juan Maldacena dell´"Institute for Advanced Study" ha
costruito un modello matematico dell´universo espresso come un barattolo di
minestra in conserva. Tutto ciò che accade dentro il barattolo, inclusa quella
che chiamiamo la gravità, è sintetizzato nell´etichetta incollata all´esterno:
fuori invece la gravità non esiste.
È a questo punto che entrano in gioco i gemelli e il ladro, che sembrano presi
da sceneggiature di film surrealisti. Lo scienziato Erik Verlinde, autore di
una formula algebrica che porta il suo nome, ha un fratello monovulare: Herman.
Le loro due vite sono state identiche per molto tempo. I gemelli sono due
matematici molto rispettati. Si sono laureati insieme all´università olandese
di Utrecht nel 1988, insieme andarono in America per proseguire gli studi a
Princeton, dove tutti e due ottennero la cattedra. Sposarono due sorelle. Divorziarono.
E solo a questo punto una leggera discrepanza si è introdotta nel meccanismo
delle loro vite speculari. Herman è rimasto a Princeton, Erik ha deciso di
vivere ad Amsterdam per essere più vicino ai figli. L´estate scorsa, mentre era
in vacanza nel sud della Francia, un ladro gli portò via il laptop, le chiavi
di casa, il passaporto. «Fui costretto a fermarmi una settimana in più»,
racconta Erik. Una settimana di cogitazioni che è stata fatale per l´eredità di
Newton. Pensate all´universo come una scatola dello scrabble (lo scarabeo,
ndr), il gioco in cui si compongono parole con le lettere dell´alfabeto. Se
agitate la scatola e sparpagliate le lettere a caso, c´è una sola possibile
combinazione che può darvi una poesia del Leopardi. Una quantità pressoché
infinita di combinazioni non hanno alcun significato. Più scuotete la scatola
delle lettere più è probabile che il disordine aumenti via via che le lettere
si combinano per ordine di probabilità. Questo è il nuovo modo di vedere la
forza di gravità, come una forma di entropia. O un «effetto collaterale della
propensione naturale verso il disordine». Se non è chiaro che cosa la
sostituirà, e ancora siamo ben lontani dall´immaginare le possibili
applicazioni pratiche, su un punto Verlinde è categorico: «Il re è nudo. Da
tempo si era capito che la gravità non esiste. Ora è giunto il momento di
gridarlo».
Repubblica 15.7.10

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