L'oncologa Gentilini: contro il cancro solo parole
In Italia la probabilità di ricevere una diagnosi di cancro nell’arco della vita (da 0 a 84 anni) riguarda ormai il 50% della popolazione...
Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa. Associazione Medici per l'Ambiente ISDE, interviene in materia prendendo posizione in materia di cancro e prevenzione. Abbiamo raccolto la sua dichiarazione di denuncia, che pubblichiamo di seguito.
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"Si è appena conclusa la settimana per la ricerca sul cancro che ha trovato, come ogni anno, ampio spazio in radio, tv e giornali; per un caso certamente fortuito, tuttavia, proprio domenica sera è andata in onda su RAI 1, alle 23.30, un’inchiesta sugli oltre 50 siti particolarmente inquinati del nostro paese ed è apparso chiaro a tutti che vivere a contatto con grandi impianti che emettono diossine, metalli pesanti, amianto, |
cancerogeni di ogni tipo, rappresenta un indiscutibile rischio per la salute
dell’ambiente, degli animali, dell’uomo: in questi luoghi infatti l’incidenza di
malformazioni alla nascita, aborti spontanei, cancro ed altre malattie è a
livelli stratosferici. Le due notizie mi hanno fatto pensare: da un lato si
continuano a fare iniziative volte alla “ricerca per il cancro ” lasciando
intendere che prima o poi si arriverà alla soluzione del problema, magari con
qualche farmaco miracoloso, dall’altro lato non si fanno le necessarie
bonifiche e tutt’al più si interviene abbattendo i capi di bestiame
contaminati, si permette che le persone vivano in territori inzuppati di
cancerogeni , in attesa forse che questi facciano il loro effetto, visto che -
almeno per ora - non si abbattono le persone "inquinate"!
Sono decenni che si raccolgono soldi, tanti soldi, per la ricerca sul cancro:
in U.S.A fino al 2005 sono stati investiti oltre 50 miliardi di dollari, ma, se
da un lato diminuisce l’incidenza di alcuni tipi di tumore (specie quelli
correlati al tabagismo, abitudine fortunatamente in diminuzione specie nei
maschi), dall’altro ci si ammala sempre di più per tumori a prostata,
testicolo, mammella, tiroide, linfomi , melanoma, pancreas, fegato… e via
dicendo. Certo, per alcuni tipi di tumore, anche in stadi avanzati, qualche
miglioramento nella sopravvivenza è stato raggiunto: ma a che prezzo, sia in
termini di effetti collaterali che economici? Un articolo recente ha valutato
che a New York negli anni ’90 si poteva prolungare di 11,5 mesi la vita di un
paziente affetto da tumore al costo di 500 $, nel 2004, per lo stesso tipo di
cancro e nel medesimo stadio, erano disponibili cure in grado di prolungare la
vita di 22,5 mesi al costo di 250.000 $. Davvero possiamo onestamente pensare
di poter sostenere questi costi e soprattutto che così facendo si apra un reale
spiraglio nella guerra contro il cancro? Siamo in tanti fra “addetti” e “non
addetti” ai lavori a ritenere che questo approccio sia perdente e vorremmo che
si invertisse al più presto la rotta, o che, per lo meno, la ricerca di
efficaci terapie fosse accompagnata da pari investimenti per la rimozione delle
cause del cancro: in U.S.A. il National Cancer Institute investe meno del 3%
per la reale prevenzione della malattia e l’America Cancer Society addirittura
meno dello 0.1 %...Non oso immaginare quali siano le somme corrispondenti nel
nostro paese.
Non si trascuri inoltre il fatto che un’altra, indispensabile azione, è quella
di fornire ai cittadini informazioni scientificamente corrette, chiare,
complete e dettagliate sui tanti agenti cancerogeni presenti nel nostro habitat
e di conseguenza spingere sempre più i politici all’adozione di misure concrete
di protezione della salute pubblica.
Secondo un recentissimo rapporto dell’OMS nel 2030 il cancro sarà la prima
causa di morte nel mondo e già oggi in Italia la probabilità di ricevere una
diagnosi di cancro nell’arco della vita (da 0 a 84 anni) riguarda ormai il 50% di noi,
quindi 1 su 2 sia fra i maschi che fra le femmine si ammalerà di questa
malattia e sempre più saranno colpiti giovani, donne, bambini…
L’informazione che va per la maggiore circa le cause del cancro è quella che ci
si ammala di tumore a causa di scorretti stili di vita, di fattori ereditari e
soprattutto a causa dell’invecchiamento: il risultato di questi messaggi è che
oltre che ammalati ci si sente anche colpevolizzati e si avvalora l’idea che contrarre
il cancro sia una cosa quasi ineluttabile, quasi che morire di vecchiaia fosse
ormai diventata un’ utopia!
In realtà un’ampia ricerca condotta in 7 aree del mondo ha dimostrato che i
fattori di rischio comunemente invocati danno ragione di non più del 40% dei
casi di cancro: a cosa dobbiamo quindi imputare il restante 60%? Non sarà il
caso di cominciare a guardarci intorno e chiederci che ruolo hanno pesticidi,
diossine, nichel, cadmio, cromo, benzene, PCB…e gli altri numerosissimi veleni
presenti ormai stabilmente nell’ambiente di vita e soprattutto in aria, acqua,
cibo, sostanze che stanno minando sempre più drammaticamente la salute nostra e
soprattutto dei nostri bambini?
Sono un medico all’antica e sono sempre più convinta che il tipo di cancro da
cui certamente - nel 100% dei casi - si guarisce è quello di cui NON ci si
ammala e faccio una proposta: istituire la settimana della CIC “/Corretta
Informazione Cancro/” dando spazio ai tanti medici, ricercatori, studiosi che
anche nel nostro paese stanno portando avanti questi concetti e che si sono
dati l’obiettivo prioritario di salvaguardare la Salute e rimanere SANI, non
quello di “inseguire” le malattie senza mai intervenire sulle loro cause.
Una informazione rigorosa, indipendente, scientificamente corretta è il primo
strumento che si deve mettere in atto se davvero si vuole uscire dal pantano in
cui anche l’Oncologia si dibatte.
Perché poi non si impiegano i soldi raccolti nella settimana appena trascorsa
per la bonifica dei siti inquinati nel nostro paese?".
http://www.aamterranuova.it 12/11/2009


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