La crescita demografica non fa bene all'economia
Non esiste nessuna prova, nemmeno di correlazione, tra crescita demografica e crescita economica
Tra le persone pensanti - coloro che vedono al dì là del proprio naso e riflettono sui malanni dei pianeta Terra - i più sono convinti che siamo sovrappopolati e che l`uomo stia consumando più di quanto il nostro Pianeta consenta. Ma i pensanti tacciono, o meglio non hanno voce, non hanno modo di farsi sentire. L`argomento della sovrappopolazione è tabù. E chi lo solleva nei Paesi cattolici perde voti. Perché la Chiesa di Roma si è impegnata in una difesa della vita, della vita già dell`embrione, che di fatto produce una crescita demografica dissennata. Anche la maggioranza dei demografi, è vero, avversa la limitazione delle nascite. Ma questo è un po’ una deformazione professionale: tanti più bambini e tanto più la loro disciplina diventa importante. È anche vero che molti economisti temono il calo demografico perché in tal caso le nuove generazioni dovranno pagare di più per la pensione e la cura degli anziani.
Quest`ultima è una preoccupazione fondata che però aggrava il problema senza risolverlo, e anzi rendendolo sempre più intrattabile. Ripeto: la tesi è esatta, ma non è lungimirante; anzi, è davvero corto-veggente. Ma ecco una nuova pensata. Il Corriere ha pubblicato in anteprima nei giorni scorsi un testo del professor Ettore Gotti Tedeschi che verrà poi presentato a Rimini alla riunione di Comunione e Liberazione il 27 agosto. Il predetto viene presentato come un economista; ma la sua qualifica di gran lunga più importante è di essere presidente dello IOR, Istituto per le opere di religione, che è poi, tanto per capirsi, la potentissima banca della Santa Sede. Pertanto immagino che il professor Gotti Tedeschi sia un bravo banchiere. Ma se parla da economista allora non mi pare bravo. Perché la sua tesi è che il calo demografico sia il fattore principale, della crisi economica dell`Occidente, dal che ricava che se riprendiamo a fare più figli l`economia ripartirà.
Ma perché? Quali sono le pezze di appoggio di questa azzardatissima tesi? Il professor Gotti Tedeschi se la prende, come è ormai di rito, con Malthus, al quale fa dire che «cercò di fare della crescita della popolazione una scienza spiegando matematicamente che la crescita della popolazione avrebbe esaurito le risorse disponibili». Non è proprio così, e chi cita Malthus lo dovrebbe leggere meglio e nel contesto di più di due secoli fa. Ma gli strali dell`argomento del Nostro sono i neo-malthusiani del nostro tempo che avrebbero decretato che «prima del 2000 diecine, centinaia di milioni di persone sarebbero morte di fame soprattutto in Asia e in India...
Invece ciò non è successo nei predetti Paesi, che grazie alla popolazione sono diventati benestanti». Ma perché non citare, allora, l`America Latina, il cui decollo economico è stato fortemente rallentato e «mangiato» dalla eccessiva crescita demografica, e ancor più perché non citare l`Africa, dove l`aumento incontrollato della popolazione si rivela sempre più disastroso, laddove la Cina si è impegnata in una drastica politica di controllo delle nascite, e anche l`India cerca di rallentare la crescita della sua popolazione?
Esempi a parte, il punto è che non esiste nessuna prova,
nemmeno di correlazione, tra crescita demografica e crescita economica. Il
professor Gotti Tedeschi ha ragione, invece, quando lamenta la crisi della
famiglia. Ma la famiglia «nucleare» che sostituisce la grande famiglia
patriarcale crea un universo di anziani soli, tristi e abbandonati a sé stessi,
che diventano per ciò stesso un costo che ricade sulla finanza pubblica: un
costo, non un fattore di crescita economica.
Corriere della Sera 09/08/2010

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