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Involuzione dell'anti-evoluzione

Darwin o non Darwin? Ma non è certo questione di destra o sinistra...

 

 

 

Il problema non sono i novemila euro. Un convegno e un libro non si negano a nessuno. Neanche a chi si fa portavoce di un dibattito di retroguardia. Il problema è chi, sempre più spesso, imbracciato il vessillo esce dallo schieramento e fatto un passo avanti si dichiara più realista del re. O più papista del papa, come in questo caso. Nessuna persona dotata di raziocinio e onestà intellettuale può negare che la scoperta di Darwin (e Wallace) del principio di selezione naturale rappresenti uno dei principali passi compiuti dalla mente umana. E che in virtù di tale teoria, ogni forma tradizionale di argomento, prima fra tutte l'ipotesi del disegno intelligente (su cui peraltro già Hume e Kant avevano espresso forti riserve ante litteram), ne esca fortemente screditata.

 

Qui non si tratta di porre freni alla libera espressione o di schierarsi con il pensiero dominante. Ci mancherebbe altro. Siamo i primi a benedire posizioni che muovono «in direzione ostinata e contraria». Purché non siano frutto di un pretesto. Di una ipotesi che è già tesi. O, peggio ancora, di una campagna condotta sulla pura linea della contrapposizione propagandistica (anti-, anti- e ancora anti-). Ecco perché, a dirla tutta, facciamo fatica ad annoverare la posizione antievoluzionista tra quelle appartenenti alla tradizione di destra, come spesso si legge. Forse a quella più conformista, meno incline alla libertà di pensiero o, più banalmente, tetragona al buon senso. Non certo alla destra cui piace stare nel proprio tempo.

 

Né qui si tratta di essere cattolici o meno. Il problema per la Chiesa sostanzialmente è risolto. Papa Giovanni Paolo II, dichiarando la propria ammirazione per Darwin, definì l'evoluzione «una teoria scientifica abbastanza consolidata» concludendo che «il principio di evoluzione e il principio di creazione possono convivere, essendo su due piani completamente diversi», come peraltro già Pascal aveva intuito. La Chiesa oggi abbraccia la teoria dell'evoluzione senza riserve, tanto da escludere i creazionisti dall'ultimo convegno tenuto alla Pontificia Università Gregoriana nel marzo scorso proprio per celebrare i centocinquanta anni dell'Origine della specie. Il giornale stesso della Cei, Avvenire, ha bollato come lontane dalla posizione della Chiesa le teorie di coloro che prendono la Bibbia per un manuale di fisica.

 

Ottenendo come unico effetto, non certo di aprire un dibattito di cui non si sente grande esigenza, ma di dar adito allo scienziato collettivo di gridare al complotto reazionario e oscurantista. Poi ci sono problemi tecnici irrisolti, per carità. Se sull'adattamento per la biologia evolutiva contemporanea non sembrano esservi più incertezze, su altri fatti come l’estinzione, l'ereditarietà, la distribuzione geologica dei fossili, la distribuzione geografica delle specie, le relazioni tra embriologia ed evoluzione, i grandi salti evolutivi, e così via, la discussione è ancora aperta. Non è  chiaro se la selezione naturale rappresenti da sola un principio sufficiente a spiegarli, come Darwin riteneva, oppure concorrano altri meccanismi tuttora ignoti.

 

Dubbi leciti, ci mancherebbe. Ma che dovrebbero essere affrontati in consessi scientifici, non in convegni di storia delle idee. Le teorie scientifiche vanno combattute a suon di dati scientifici, non conducendo battaglie d'opinione sulle pagine culturali dei quotidiani. È così, prendere o lasciare. Gli umanisti a oltranza se ne dovranno prima o poi capacitare.Così come pure se ne dovranno capacitare anche gli ultras del darwinismo (quelli che S.J Gould chiamava turbo-darwinisti), fautori di quelle che l'illustre genetista, il laico Giuseppe Montalenti, definiva «perniciose tendenze riduzioniste offuscate dal pensiero fisicalista». Il cui obiettivo è speculare a quello dei creazionisti: dare fiato alle trombe dell'ideologia. Che subito fungono da richiamo di caccia per tutti i polemisti di professione.

http://www.ffwebmagazine.it  28 dicembre 2009

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