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Il massacro degli innocenti

Il peggio del peggio che può capitare saranno guerre tra poveri manipolate dai ricchi


 

Com’era prevedibile, la crisi colpisce i deboli e salva i ricchi - la classe dirigente, quale che sia il suo colore e la sua collocazione. E chi sono i più deboli dei deboli? Certamente i bambini e gli adolescenti, i “nuovi nati” al mondo, alle società che se lo dividono e alle culture che vi dominano. Si riaprono le scuole, gli asili come le università, i luoghi in cui una cultura – uno stile di vita, un sistema di valori, e non solo delle specifiche conoscenze – viene trasmessa da una generazione di adulti a una nuova generazione. Ma mai come oggi la scuola ha perso di peso e di sostanza, e solo raramente, per merito di insegnanti di buona volontà e non di dirigenti mossi dal calcolo e dalle astuzie della politika, qualcosa di non superfluo (o di nefasto) vi passa dall’adulto al bambino o all’adolescente, qualcosa che non viene considerato inutile, dati i modi e i contesti in cui esso viene proposto, dai suoi destinatari.
Mentire ai piccoli e illuderli è meno facile di quel che sembra, perché essi imparano l’essenziale dai comportamenti degli adulti e non dalle loro parole, o menzogne. È anzi per questo che il nostro paese è culturalmente (antropologicamente, oggi e proprio oggi) un paese disastrato, umanamente e politicamente fiacco e sfiancato, privo di energia e di progetto e teso soltanto alla miglior sopravvivenza possibile per i singoli, per le famiglie, e semmai per i clan e cioè per “le famiglie” non di sangue costruite su interessi particolari. A dominare, qui e nel mondo, sono gli interessi delle “famiglie” più forti, alcune delle quali – di fatto le più importanti, quelle con maggior potere decisionale – sono occulte o quasi occulte. Chi conosce, tra noi comuni mortali, i nomi dei grandi della finanza e i rapporti che corrono tra loro? E chi ha davvero la capacità e la forza per contrastarli ? Chi ha progetti alternativi credibili? Di modelli di sviluppo contrari a quelli correnti si continua infatti a parlare molto, anche troppo data la ripetitività delle denunce e delle proposte, tra gli studiosi e i critici di questo modo di “crescere”, ma non si vedono ancora i soggetti sociali in grado di imporli ai padroni dell’economia e della finanza e ai loro funzionari nella politica, quasi sempre più servi che funzionari. E questi modelli altri hanno anche l’handicap dell’assenza di fascino per i soliti comuni mortali: chi rinuncerebbe, per esempio, all’automobile privata o ad altri simili consumi entrati nelle abitudini di tutti?
Il mondo sta attraversando un periodo molto difficile, da cui si uscirà, se si potrà uscirne, tra lacrime e sangue, e il peggio del peggio che può capitare saranno guerre tra poveri manipolate dai ricchi. Le vittime maggiori di tutto questo sono, è ormai opinione corrente, i giovani. Circolano in Francia un libro e un film in cui si investiga su quei giovani che, per pagarsi gli studi universitari, si prostituiscono, necessariamente e perfino candidamente non avendo altre strade. Quelli che sanno usare la rete mi dicono che questo fenomeno esiste anche a Roma. Questi giovani non fanno che prendere atto della dura legge dell’economia borghese: chi non è ricco può sopravvivere e farsi strada nel mondo solo vendendo la propria forza lavoro o, se nessuno la vuole, se il mercato la rifiuta, vendendo quello che hanno – la propria gioventù, il proprio corpo.
In altri casi, ai giovani che non credono più alla possibilità di farsi strada con il pezzo di carta della laurea (e che laurea!), o che sono cresciuti in situazioni di degrado tali per cui han fatto poca e pessima scuola (si legga quel capolavoro del realismo pedagogico napoletano che è Insegnare al principe di Danimarca di Carla Melazzini, Sellerio), rimane la possibilità di arruolarsi nella camorra o nell’esercito. (Lo stesso Sellerio sta per pubblicare un libro di analisi e ricette sulla crisi della scuola scritto da un emerito professore che è stato - modello emiliano - tra i principali artefici, al tempo del ministro Berlinguer, della linea che fu poi seguita dalla Moratti, e in questo caso più che di colpe bipartisan si dovrebbe parlare delle colpe del “liberismo comunista”, che sarebbe, a rigor di logica, un non-sense.)
Si riaprono le scuole, e il modo in cui la compunta “esperta” che fa la ministra continua a raccontarci storie nel mentre che usa le forbici e taglia dove la resistenza è minore – appunto tra i meno abbienti – ci pone di fronte ad altri aspetti del “massacro degli innocenti” che va crescendo nel mondo, crisi aiutando. Dove ancora un po’ di benessere sopravvive, le logiche del mercato e della comunicazione (cioè della pubblicità) hanno finito per corrompere i genitori come gli insegnanti (e ci capita di incontrare, purtroppo, più insegnanti decenti che genitori decenti) e hanno finito per rendere ugualmente isterici gli adulti come i bambini; dove regnano la scarsità e il bisogno, i nuovi nati sono le vittime principali, sono tanti e sono facilmente, cinicamente sacrificabili. Il disprezzo per i bambini e per i giovani, il massacro morale o materiale dei bambini e dei giovani è la spia della vocazione suicida del genere umano? Non credo di essere il solo ad avere quest’incubo.

http://www.unita.it 3 settembre 2011

 

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