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Il futuro ha una sinistra?

Questo articolo è l'incipit del saggio di Zygmunt Bauman contenuto nel volume 'Libertà e Sinistra', a cura della redazione de Linkontro, di prossima pubblicazione (Traduzione di Nunzia Bossa)

 

 


Oggi ci sono due modi popolari di arrivare all’idea di ‘Sinistra’. Entrambi i modi portano a un’idea che appare instabile e occasionale, come i punti di riferimento da cui viene tratta.  Così come tutte le altre idee dei nostri tempi, l’idea della Sinistra tende a essere vittima della visione dell’immediato, della tirannia del momento.  A tali idee può essere assegnata una storia, ma difficilmente gli può essere attribuita una solida e stabile sostanza.

 Questi due costanti e non-negoziabili assunti hanno messo la Sinistra in perpetua collisione con le realtà della condizione umana nell’era del capitalismo, addebitando, come era giusto, al capitalismo i peccati gemelli dello spreco e dell’immoralità che si manifesta nell’ingiustizia sociale.

Il primo dei due assunti afferma che è preciso dovere della comunità assicurare i suoi membri individuali contro le disgrazie subite individualmente. E il secondo asserisce che, così come la tenuta di un ponte deve essere misurata in base al suo pilastro più debole, allo stesso modo la qualità della società dovrebbe essere misurata in base alla qualità della vita dei suoi membri più svantaggiati.

Quest’altra via parte da due assunti essenziali che stanno dietro la specifica ‘sinistra’ percezione della condizione umana, i suoi prospetti e le sue possibilità non sfruttate. Tale via porta verso una Sinistra auto-determinata: una sinistra che, anziché chiedere scusa per la propria opposizione all’opinione dominante, alle richieste che tale opinione giustifica e alle realtà che rappresenta, si batte per creare o proteggere i valori che la Sinistra ritiene non-negoziabili. Tale modalità di afferrare le caratteristiche in via di definizione della Sinistra, e tale modalità soltanto, permette di comprendere la presenza duplice e risoluta della Sinistra nelle moderne forme di vita, nonché di capire il perché le voci sulla sua morte si sono dimostrate oltremodo esagerate,  e perché, ogni volta, la sua presunta fine si è dimostrata essere, invece, un periodo relativamente breve di ibernazione e/o di recupero.

C’è, comunque, un altro modo per afferrare e comprendere il fenomeno della Sinistra – da non confondersi con la cosiddetta ‘terza via’ - il definire la Sinistra ispirata dall’intenzione di sottrarre le saette della Destra, facendo a gara con quest’ultima nell’implementare la sua agenda, rappresentando poi le risultanti politiche come politiche che vanno ‘al di là della sinistra e della destra’.

Il secondo modo è quello di assemblare la nozione della Sinistra dagli avanzi sparsi e variegati, dagli scarti e dai rifiuti della scena politica dominati dall’agenda scritta dalla Destra. La ‘sostanza’ dietro tale nozione è, in questo caso, puramente negativa, mancando di anima e di coesione.  Essendo rigettata, o non completamente accettata dagli ‘sceneggiatori’ e dai ‘registi’ di destra, risulta l’unico vero adesivo che si considera e si spera possa essere in grado di tenere insieme la Sinistra. Questo è ciò che accade, per esempio, in Italia di recente e, più limitatamente, in Francia.

Il primo dei due modi consiste nel revisionare ciò che viene ricordato come la Sinistra, con l’intenzione di aggiornarla, e cioè di mettersi in pari con le più recenti posizioni della Destra. Qualsiasi ‘sostanza’, in questo caso, possa avere la Sinistra, è secondaria a quella dell’attuale posizione della Destra; l’agenda della Sinistra diventa un derivato e un riflesso dell’agenda prestabilita dalla Destra.  Questa modalità è stata adottata, negli ultimi due decenni, in  particolare in Inghilterra e, più limitatamente, in Germania.

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