Crisi: ricostruire fiducia tra gli Stati
Il pilastro fondamentale è quello di regole molto severe sui saldi di bilancio
C’è un’unica via d’uscita da questa crisi che richiede l’approfondimento del
rapporto tra macroeconomia e beni relazionali: sostituire all’anomia dei
mercati finanziari relazioni fiduciarie tra stati Nel medioevo l’economia era
costruita su relazioni di sfruttamento tra signori e servi della gleba. La
nascita della moderne economie di mercato rappresenta un passo avanti fondamentale
nell’emancipazione, liberando i sottoposti al potere dei padroni da quell’unica
relazione gerarchica. Grazie al mercato diventa possibile mettere a frutto la
propria abilità e professionalità perché quell’unico rapporto si frammenta in
una molteplicità di relazioni anonime con potenziali acquirenti del prodotto
che premiano qualità e capacità di fare.
Un corpo sempre più ampio di risultati in economia
sperimentale ci dimostra però che la relazione frammentata e anonima dei
mercati è a bassissimo contenuto morale. Un operatore finanziario vive la
realtà ovattata di percentuali e grafici che scorrono sul proprio schermo e non
ha nessuna percezione forte degli effetti della propria scelta di puntare al
ribasso sul fallimento di un paese. Quando guidiamo la macchina e vediamo
pedoni attraversare, rallentiamo e diamo strada avendo ben chiare le
conseguenze dei nostri gesti; davanti a un terminale, possiamo fare azioni
potenzialmente negative senza avere nessuna contezza di ciò che sta accadendo.
Riduzioni anche minime di distanza sociale generano comportamenti molto più
attenti al bene altrui. I risultati empirici di teoria dei giochi documentano
ampiamente che il solo fatto di ricevere un emotikon (uno smile o una faccia di
disapprovazione via sms e dunque una forma assolutamente debole di contatto
sociale) dalla controparte con cui sto giocando riduce in modo significativo i
comportamenti opportunistici aumentando fiducia, cooperazione e reciprocità.
Passando dal laboratorio alla realtà, alcune nuove sperimentazioni economiche
di particolare valore dimostrano che forme di tutoraggio, partnership,
creazione di reti e promozione di inclusione consentono di creare relazioni
ricche che superano l’anomia delle relazioni anonime dei mercati generando sia
effetti positivi sulla soddisfazione di vita dei partecipanti che risultati
significativamente migliori in termini di produttività e creazione di valore
economico.
Le relazioni non vanno “santificate”. Gli economisti hanno lavorato molto sulle
loro ambiguità e potenziali degenerazioni rilevando i rischi di familismo
amorale o di organizzazioni che promuovono gli interessi dei loro associati a
scapito di terzi. Inoltre, come ben noto, la controparte beneficiata dalla
benevolenza del proprio partner può approfittarsene dando luogo al ben noto
fenomeno dell’azzardo morale.
La moderna evoluzione dei mercati finanziari ci pone però davanti all’urgenza
di applicare al campo della macroeconomia e delle relazioni tra stati questi
nuovi risultati scientifici di economia sperimentale. La crisi del debito di
oggi può infatti soltanto essere risolta passando dalle relazioni anomiche dei
mercati a relazioni fiduciarie tra stati. Non esiste una soglia assoluta di
insostenibilità del debito ma soltanto soglie relative, ovvero condizionali al
grado di fiducia degli investitori. Il Giappone con un debito attorno al 200
percento in massima parte nelle mani dei cittadini giapponesi non sta vivendo
nessuna crisi finanziaria. I paesi dell’UE con debiti di molto inferiori sì.
L’unica via d’uscita in un momento di crisi come questo è togliere il debito
dai mercati.
Di fatto è quello che fa il FMI in momenti di crisi concedendo linee di
finanziamento a tassi diversi da quelli elevatissimi che si determinano sui
mercati in tempi di crisi, ed è quello che molti chiedono oggi alla BCE e alla
Germania. Il problema è che la
Germania non ha fiducia nei paesi periferici e comportamenti
come quelli della Grecia in passato non hanno fatto nulla per alimentare tale
fiducia. L’unica via d’uscita, lo ripetiamo, è costruire nuove relazioni di
fiducia. Il pilastro fondamentale è quello di regole molto severe sui saldi di
bilancio (lasciando libertà sul raggiungimento di tali saldi) per ogni paese
con sanzioni semiautomatiche in caso di violazione. Questo pilastro è
fondamentale per superare le diffidenze ed evitare gli ostacoli alla
costruzione di fiducia generati dal timore di comportamenti opportunistici
della controparte. Una volta costruita tale fiducia però bisogna immediatamente
incassarne i dividendi creando titoli di debito europei e trasformando la banca
centrale europea in prestatore di ultima istanza.
Non esistono altre vie d’uscita dalla crisi che non passino attraverso il
progresso fondamentale delle relazioni tra stati innestando relazioni fiduciarie
ricche in grado di fare di meglio dell’anomia dei mercati. Dopo il superamento
delle relazioni feudali e il passaggio alle relazioni di mercato è arrivato il
momento di razionalizzare il passaggio a una terza fase più ricca, quella delle
relazioni fiduciarie che si innestano sull’infrastruttura di mercato.
http://www.benecomune.net 30/11/2011

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