Centrali nucleari in Italia - Alea iacta est (3)
La Stampa e la scienza sul nucleare in Italia
Nel dibattito sulle Centrali nucleari in Italia, inseriamo alcune opinioni del giornale inglese “The INDIPENDENT” e quelle di due scienziati italiani: Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica e Antonino Zichichi, fisico nucleare e divulgatore scientifico. • “The INDIPENDENT - Green Living” (dell’ 8.Febr.2009)
By Geoffrey Lean, Environment Editor
“New nuclear reactors planned for Britain will produce many times more radiation than previous reactors that could be rapidly released in an accident. The revelations – based on information buried deep in documents produced by the nuclear industry itself – calls into doubt repeated assertions that the new European Pressurised Reactors (EPRs) will be safer than the old atomic power stations they replace.”
• Carlo Rubbia
Dopo le dimissioni da Presidente dell’Enea, nel 2005 Rubbia inizia la collaborazione con il Ciemat spagnolo (Centro di ricerca sull'energia, l'ambiente e la tecnologia) per lo sviluppo del programma "Sol-Enea Termodinamico” che comprende il progetto “Archimede” come Centrale combinata a gas e ad impianto solare termodinamico ad alta temperatura. Il progetto utilizza una nuova ed esclusiva tecnologia “made in Italy” di Centrale termosolare, in grado di produrre energia elettrica dal Sole in maniera costante. Progetto che Rubbia aveva già iniziato a Priolo (Siracusa) con la collaborazione dell’Enel e dell’Enea e poi abbandonato con l’uscita dall’Enea.
Dall’ ANSA (Venezia, 28 Feb. 2009): “Il premio Nobel Carlo Rubbia è scettico sul nucleare e sulla bioetica ed invita a non fare una ricerca Frankestein. Grande circospezione per il nucleare che ha problemi come scorie, investimenti enormi, attesa di 15 anni prima del primo ritorno. Il nucleare - ha detto - è il passato ed appartiene al futuro solo in Italia dove non c'è sforzo per le energie rinnovabili. Nella bioetica 'c'è il pericolo di deviazioni perniciose, di ricerche alla Frankestein ''.
Carlo Rubbia è ora presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili con particolare riguardo al solare termodinamico a concentrazione: un progetto affascinante a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni e che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del Sole, come avviene con lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica.
Rubbia afferma: "....che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35 - 40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò ad elaborare piani
energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti e a costo zero; e cioè il Sole che ogni giorno illumina e riscalda la Terra”.
In merito alla proposta di utilizzare il torio come combustibile nucleare delle Centrali, al posto dell’uranio (come accennato in un mio precedente articolo), Rubbia afferma:
“Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo, come ad esempio il torio, elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un Reattore non critico che non provoca reazioni a catena e non produce plutonio; e dal torio assicuro che non si tira fuori una bomba. In questo modo si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile. La tecnologia è già stata sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro può bastare a bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".
I vantaggi, nei confronti dell’uranio, derivanti da questo tipo di combustibile nucleare non sono trascurabili, quali ad esempio:
- impossibilità di esplodere: quindi niente incidenti e meno controlli
- costi minori: le Centrali al torio non hanno bisogno di sofisticati impianti di sicurezza, quindi costi minori e dimensioni più piccole.
- abbondanza del combustibile: il torio è circa 3 volte più abbondante dell'uranio.
- efficienza: a parità di peso, con il torio si ottiene 250 volte più energia che con l'uranio.
- scorie: la combustione del torio produce scorie radioattive in quantità molto inferiori rispetto all'uranio ed ha un tempo di decadimento molto inferiore a questo.
- no bombe: nelle scorie non c'è plutonio (o ce n'è molto poco), materiale che può essere usato per costruire bombe.
- bruciare le scorie: in un Reattore al torio, inoltre, si possono "bruciare" anche le scorie radioattive generate dall'uranio.
In merito poi alla proposta di utilizzare il cosiddetto “carbone pulito” Rubbia si dichiara contrario in quanto: "Il carbone è la fonte energetica più inquinante e più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra”.
Insistendo poi sullo sviluppo delle Centrali ad energia solare Rubbia afferma: “Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali, o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese“.
• Antonino Zichichi
Di diverso parere è invece quest’altro scienziato nei confronti del ritorno dell’Italia al nucleare. Secondo Zichichi infatti: “è necessario realizzare Centrali nucleari per liberarsi dalla schiavitù in cui l’Italia è piombata da quando ha rinunciato alla grande invenzione di Fermi. Anche perché, se scoppiasse una crisi energetica mondiale, saremmo costretti a tornare all’età della pietra ”.
Per evitare disastri, come quello di Chernobyl, secondo lo scienziato è necessario assegnare la gestione a persone competenti, spezzando il sistema della raccomandazione politica (il direttore della Centrale di Chernobyl era un incompetente, ma raccomandato politico). “Tragedie simili a quella di Chernobyl sono evitabili, non solo migliorando la tecnologia, ma soprattutto con una adeguata formazione del personale incaricato”.
Egli è convinto che sul nucleare oggi c'è davvero una grande confusione culturale in quanto si parla sempre dei rischi, senza tener conto che i pessimi Reattori di Chernobyl non hanno nulla in comune con quelli moderni e che i tecnici che sostituirono quelli che provocarono l'incidente riuscirono poi a portare avanti senza problemi gli altri tre Reattori rimasti in funzione.
Per Zichichi inoltre: "oggi è possibile realizzare Centrali sicure, come pure seppellire in maniera assolutamente sicura le scorie; procedimento, quest'ultimo, che è molto più economico della distruzione".
“Nonostante lo smantellamento delle eccellenti strutture nucleari che eravamo riusciti
a realizzare, non è vero che ci vogliono decenni per dotare l’Italia di potenti Centrali
nucleari. Basti ricordare che la realizzazione della prima pila nucleare avvenne dopo appena quattro anni di lavori, partendo dal nulla e cioè dal non sapere nemmeno come si potesse accendere quel fuoco”.
”Puntare sulla realizzazione, in tempi brevi, di Centrali nucleari vuol dire mettersi al sicuro uscendo dallo stato di schiavitù energetica in cui ci troviamo. C’è quindi bisogno di una forte volontà politica affinché alle numerose emergenze già affrontate si aggiunga quella della conquista della indipendenza energetica. Quanto detto dal ministro Scajola sulle decisioni del Governo Berlusconi induce all’ottimismo”.
Per concludere, egli è poi fermamente convinto che l’energia nucleare dei nostri posteri non sarà a fissione, ma a fusione.
mercoledì 03 giugno 2009

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