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Assenteismo? il calo è reale*

A due anni dall'introduzione della legge 133, nella pubblica amministrazione le assenze si sono ridotte significativamente.

 

 

Quando il ministro Brunetta ha varato la famosa legge sui “fannulloni”, alcuni hanno fatto notare che in Italia il livello di assenteismo è tra i più bassi dei paesi Unione Europea e Ocse. (1)
Perché è stata fatta la legge 133, se l’Italia è così virtuosa?

 

ASSENTEISMO PRIMA E DOPO LA LEGGE

In verità, in Italia l’assenza media è minima, ma massimo è il differenziale tra pubblico e privato. (2) Le assenze basse riflettono lo stadio di sviluppo del mercato del lavoro, che tende a escludere le categorie più esposte al fenomeno (donne e anziani), la quota crescente di contratti non standard, il costo elevato delle assenze per il settore privato. L’assenteismo per malattia è correlato positivamente con l’età e la dimensione dell’amministrazione o dell’impresa, si riduce all’aumentare del titolo di studio e del ruolo; una maggiore percentuale di assenze è al Centro. Al Sud, la disoccupazione esercita una minaccia sui lavoratori, riduce l’assenza nel settore privato, non sempre nel pubblico. Le assenze per malattia dipendono solo in parte da condizioni di salute, fattori sociali e culturali giocano un ruolo importante. (3) 
La legge 133 del 2008, che ha ridotto la retribuzione per i primi dieci giorni di malattia e intensificato le visite fiscali, è entrata nel dibattito quotidiano, stimolando anche le reazioni dal mondo scientifico. Il monitoraggio effettuato dal ministero rivela una riduzione delle assenze per malattia di circa 40 per cento a un mese dall’entrata in vigore della legge, suscitando incredulità e critiche, ma la rilevazione è all’inizio, servono più dati per capire gli effetti e verificare la significatività dei risultati. Il ministro crea una commissione con il compito di analizzare le assenze nel settore pubblico e privato. I responsabili della ricerca di Agenzia dell’Entrate, Inps, Istat e Ragioneria generale dello Stato mettono a disposizione una massa di dati di grande rilevanza informativa.
Dopo il primo anno di applicazione della legge Brunetta, la riduzione media è del 38 per cento, ma le assenze pro-capite riprendono a crescere nell’ottobre 2009, quando vengono ripristinate le fasce di reperibilità precedenti. (4) L’impatto della legge è evidente in tutti i comparti della P.A. e nonostante la ripresa del 2009, il valore medio delle assenze si abbassa, con oscillazioni la cui ampiezza varia anche in funzione dei fenomeni epidemiologici, in tutto il periodo post-riforma fino a oggi: la riduzione media dei giorni di assenza per malattia pro-capite è nel secondo anno del 31,1 per cento (giugno 2009-aprile 2010 contro giugno 2007- aprile 2008).

 

Figura 1. Incidenza mensile di assenza per malattia nel settore pubblico

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Fonte: Anna Ceci e Gerolamo Giungato, dati Istat e Ministero P.A. e Innovazione

 

Prima del monitoraggio, chi voleva studiare le assenze di malattia in Italia aveva a disposizione i dati annuali sulla pubblica amministrazione della Ragioneria Generale dello Stato, mentre Istat raccoglieva l’informazione, in maniera indiretta, con l’indagine sulle forze di lavoro. La commissione ha potuto contare sui dati Inps relativi sia ai suoi 38mila dipendenti sia al settore privato (Inps2) dove l’effetto della riforma si traduce in un minore assenteismo in entrambi i casi, se pur con un impatto meno accentuato nel secondo. (5)

 

Figura 2. Analisi del trend temporale degli episodi di malattia nel triennio 2007-2009

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Fonte: Stefania Fioravanti, Giulio Mattioni e Antonietta Mundo, Inps.

 

Per l’Agenzia delle Entrate, la contrazione dei giorni di malattia tra il secondo trimestre 2008 e il corrispondente 2007 è - 55,49 per cento, la presenza cresce di 109.479 giornate lavorative, 210mila su base annua. Una dinamica così forte non sembra attribuibile a variazioni del tasso di morbilità e porta a supporre che sia stata indotta dalle nuove norme. (6) Anche la copertura dati della Rilevazione del ministero ora supera il 55 per cento dei dipendenti delle P.A. I dati della commissione mostrano che la durata delle assenze per malattia è simile, in modo sorprendente, ha lo stesso trend ed è coerente con i primi dati della Rilevazione (Tabella 1). Anche il numero di episodi si riduce significativamente in Agenzia delle Entrate e Inps.

 

Tabella 1: Variazione delle assenze per malattia prima e dopo l’entrata in vigore della legge 133/2008

IIs2008/Is2008

MINISTERO
P.A.

RGS

Agenzia
Entrate

INPS1
(dip INPS)

INPS2
(dip settore privato)

Δ%

-41.4

-45.2

-47.5

-45.2

-18.2%

Δ giorni

-2.9

-3.0

-3.6

-2.5

- n.a.

Fonte: Alessandra Del Boca e Maria Laura Parisi, 2010. Variazione percentuale e in giorni/dipendente tra II2008 e I2008.

 

PUBBLICO E PRIVATO

Abbiamo potuto confrontare (Figura 3) i dati di un’impresa privata di servizi di sicurezza con 2.800 dipendenti (Fidelitas) con le serie storiche annuali di Ragioneria generale dello Stato e Agenzia delle Entrate. L’andamento è costante fino al 2007, poi si passa da 11.7 giorni di assenza per dipendente AE e 13.9 giorni per Fidelitas a 9.44 e 12.7 nel 2009 (circa -19 per cento nel pubblico e -9 per cento nel privato).

 

Figura 3. Trend dell’incidenza di assenza per malattia

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Fonte: Alessandra Del Boca e M. Laura Parisi (2010)

 

Una commissione chiamata a dare una valutazione indipendente di una politica pubblica non ha molti precedenti. Per valutare l’impatto della legge e delle sue successive modifiche Alessandra Del Boca e Maria Laura Parisi stimano con un modello che la legge riduce le assenze del 16-20 per cento nel pubblico impiego rispetto al privato, a parità di caratteristiche. (7)
I lavoratori riducono sia la durata che la frequenza degli episodi. Francesco D’Amuri usa i dati Istat e valuta che, al netto della differente composizione nei due gruppi, il differenziale nei tassi medi di assenza passa da 45.4 per cento a 6.9 per cento nel primo anno di applicazione della 133/2008 e verifica l’esistenza di spillover positivi dal pubblico verso il settore privato quando analizza le coppie di persone che lavorano nei due settori. (8)

 

Figura 4. Tassi d’incidenza di assenza per malattia settore pubblico e privato

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Fonte:Francesco D’Amuri (2010), periodo 2004Q1-2009Q2. La linea rossa verticale identifica il trimestre di entrata in vigore della legge 133/2008.

A due anni dalla legge 133, le assenze si sono ridotte significativamente nella P.A., ma riflessi positivi indiretti si sono anche riscontrati sul privato, riducendo la tendenza a comportamenti opportunistici. Nel settore privato le assenze sono contenute dalla necessità di confrontarsi con il mercato. Nel settore pubblico, la legge 133/2008, con i suoi disincentivi, ha dato un prezzo al giorno di assenza, introducendo una regola chiara in un sistema frammentato per qualifiche e settori.

Principali norme introdotte per contrastare l’assenteismo per malattia

Periodo

Norma

Strumenti

da luglio 2008 a giugno 2009

Dl n. 112 del 2008;
Dl n. 78 del 2009

Ampliamento delle fasce orarie di reperibilità da 4 a 11 ore;
Obbligo del certificato medico del Ssn dopo due eventi consecutivi di assenza nello stesso anno solare e per le assenze superiori ai 10 giorni;
Revisione delle modalità di calcolo della decurtazione relativa all’indennità di amministrazione.

da luglio 2009 a gennaio 2010

Dl n. 78/2009, convertito dalla legge n. 102 del 3 settembre 2009

Ripristino delle fasce orarie a 4 ore

da febbraio 2010

Dl n. 206 del 2009

Modificazione delle fasce orarie da 4 a 7 ore.

Fonte: Stefano Pisani e Salvatore Dongiovanni, 2010

 

* L'articolo si basa sui risultati emersi dai lavori della commissione indipendente istituita per valutare gli effetti della legge 133/2008. La commissione è così composta: Presidente: Alessandra Del Boca, Università di Brescia. Ministero della pubblica amministrazione e innovazione: Mariella Cozzolino, Anna Ceci, Leonello Tronti, Renzo Turatto. Agenzia Entrate: Stefano Pisani e Salvatore Dongiovanni. Banca d’Italia: Francesco D’Amuri. Inps: Antonietta Mundo. Istat: Gerolamo Giungato. Università di Torino: Giuseppe Costa. Università di Brescia: Maria Laura Parisi. La documentazione dei lavori della commissione si trova sul sito di innovazionepa.gov.it.

(1) Italia paese dell'assenteismo? Forse un mito da sfatare di Anna Giraldo e Stefano Mazzuco 25/11/2009 www.neodemos.it.
(2) Bonato Leo e Lucine Lusinyan (2007): “Work Absence in Europe”, IMF Working Paper n.04/193, October, European Department, aggiornamento per la Commissione 2010.
(3) Angelo D’Errico e Giuseppe Costa, “Inequalities in health: do occupational risks matter?” European Journal of Public Health, 2010.
(4) I medici Inps o Asl effettuano ora visite fiscali alle 10-12 e 17-19 nei giorni lavorativi. La legge 133/2008, che aveva stabilito 10-13 e 14-19, è stata emendata per questo aspetto nell'agosto 2009.
(5) Antonietta Mundo, “L'assenteismo prima e dopo la legge 133/2008. Un’analisi degli effetti nel settore privato e nell’Inps”, 2010.
(6) Stefano Pisani Salvatore Dongiovanni, “Le assenze nell'Agenzia delle Entrate: evidenze empiriche e strumenti di controllo”, 2010.
(7) Del Boca Alessandra e Maria Laura Parisi (2010): “Why does the private sector react like the public to law 133? A microeconometric analysis of sickness absence in Italy”, università di Brescia, Discussion Paper n.1008. Il modello è difference-in-differences per panel, il gruppo trattamento è composto dai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate e il gruppo controllo è composto dai dipendenti Fidelitas, dati trimestrali 2007-2009.
(8) Francesco D’Amuri, “The intended and uninteded consequences of a stricter policy on absenteeism in the public sector”, 2010.

 

http://www.lavoce.info 06.07.2010

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