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Heidegger

Heidegger

Martin

Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco e allievo di Edmund Husserl, è uno dei più significativi pensatori del Novecento. Nel 1927 pubblica la sua prima opera capitale, Essere e tempo, e l’anno successivo, succedendo a Husserl, viene nominato professore ordinario all’università di Friburgo. Nel 1930 pronuncia una conferenza dal titolo Dell’essenza della verità, in cui è contenuta una svolta del suo pensiero. Il 21 aprile 1933 viene eletto rettore dell’università di Friburgo e nel febbraio rassegna le dimissioni dall’incarico, rifiutandosi di cedere alle pressioni del Partito nazista che gli chiede di sospendere alcuni professori ostili al regime (da quel momento i corsi che tiene all’università sono sorvegliati). Risalgono al 1935 la conferenza intitolata L’origine dell’opera d’arte e i primi corsi universitari sul poeta tedesco Friedrich Hölderlin. A partire dal 1938 la riflessione sull’essenza della tecnica assume un ruolo sempre più significativo all’interno del suo cammino. Finita la guerra, le autorità di occupazione francesi lo interdicono dall’insegnamento fino al 1951, in cui viene reintegrato nelle sue funzioni di professore. Nominato nel 1953 professore onorario, continua ad insegnare fino alla morte. Tra i suoi corsi e conferenze del dopoguerra ricordiamo Che cosa significa pensare? (1951-1952), Che cos’è la filosofia? (1955) e i Seminari del Thor (1966-1969). Nel 1976 ha avuto inizio la pubblicazione dell’Opera integrale del pensatore tedesco.

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