Presentazione sintetica del progetto Gjusti.html (file leggero)

Premessa
Nel settembre 2008 due agenzie delle Nazioni Unite, l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), con la partecipazione del World Watch Institute, hanno pubblicato un importante documento dal titolo “Green Jobs: verso un lavoro dignitoso in un mondo a basso impatto ambientale”.
Si tratta del primo rapporto che affronta, in modo autorevole e completo, le due principali sfide globali, che la crisi finanziaria ha reso più urgenti e drammatiche: i cambiamenti climatici e l'occupazione.
I Promotori del Progetto Gjusti

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica è stata costituita nel 2003 da Banca Etica per promuovere, in ambito nazionale ed internazionale, la diffusione della finanza eticamente orientata.
In particolare la Fondazione:
· Realizza iniziative culturali e di formazione, come la mostra/convegno Terra Futura che si svolge ogni anno a Firenze
· Rappresenta Banca Etica nelle reti, campagne e iniziative della società civile
· Promuove attività di ricerca e di pressione come l’Azionariato Critico nelle assemblee di grandi imprese
· Cura pubblicazioni come la rivista mensile “Valori”
SITO: www.fcre.it

La Fondazione Roberto Franceschi Onlus si è costituita nel 1996 per ricordare Roberto, studente ventenne dell’Università Bocconi di Milano, colpito a morte il 23 gennaio 1973 da un proiettile di pistola in dotazione alla polizia.
La Fondazione svolge attività culturale nel campo delle ricerche sociali, dei diritti umani, dell’educazione alla mondialità attraverso:
· premi di laurea
· progetti didattici rivolti alle scuole di diverso ordine e grado
· pubblicazioni specializzate
· convegni, seminari, mostre, concerti
·
sostegno
a progetti di solidarietà sociale a favore di soggetti emarginati.
SITO: www.fondfranceschi.it
Il Contesto
I due problemi
L’approccio green jobs parte dai due principali problemi della nostra epoca:
1) l’emergenza ambientale legata al cambiamento climatico, all’esaurimento delle fonti energetiche, alla distruzione delle risorse naturali.
2) l’emergenza sociale determinata dalla crescente disoccupazione, dall’aumento della povertà, dall’insicurezza diffusa e dalla frantumazione delle società.
La Dimensione dei Problemi
Un effetto pesante della crisi è la crescita della disoccupazione: secondo l’OCSE, dalla fine del 2007, 15 milioni di lavoratori hanno perso il posto di lavoro.
Se non ci sarà la ripresa economica, il tasso di disoccupazione alla fine del 2010 può arrivare al 10% con 57 milioni di persone fuori dal lavoro.
L’ISTAT calcola che in Italia due milioni di lavoratori dovranno essere ricollocati sul mercato del lavoro.

La crisi della fine del 2008 ha pesantemente aggravato i due problemi. Purtroppo, i Governi stanno facendo troppo poco per fronteggiarli.
Alla Conferenza mondiale di Copenaghen sono stati stanziati
30 miliardi di dollari per la salvaguardia del clima
e gli aiuti al sistema bancario nell’ultimo anno?
11.400 miliardi di dollari
Le due sfide
Due, le sfide che sono fortemente correlate tra di loro e non possono essere affrontate separatamente:
- da una parte evitare i pericolosi contraccolpi del cambiamento climatico e tutelare la vita sulla terra
- dall’altra fornire un lavoro dignitoso a tutti, nonostante la rapida crescita demografica e l'attuale esclusione di oltre un miliardo di persone dalle attività economiche.
La centralità dell'ambiente
Nel medio periodo, il cambiamento climatico porterà a una grave perturbazione delle attività economiche in molti settori in tutto il mondo.
Lo sviluppo economico di lungo periodo sarà pregiudicato dall’inquinamento, dalla perdita della biodiversità e dall’esaurimento delle fonti energetiche e delle risorse naturali (suolo fertile, acqua, riserve ittiche).
Quindi, occorre partire dalla tutela dell’ambiente per assicurare una crescita economica stabile e duratura.
La centralità del lavoro
Al di là del suo ruolo economico, fondamentale per i Paesi, le imprese, le famiglie e gli individui, il lavoro permette alle persone di costruire la propria identità, di essere partecipi e dare il proprio contributo alla società.
Un lavoro dignitoso è quindi fondamentale per assicurare la coesione sociale e la stabilità economica.
Un nuovo modello economico e sociale
Il concetto di Green Jobs rappresenta un modello economico e sociale che preserva l'ambiente per le generazioni presenti e future e che, nel contempo, è più equo e inclusivo per tutti i cittadini e tutti i Paesi.
Le potenzialità
Le potenzialità offerte dai Green Jobs riguardano l’intera forza lavoro: operai, artigiani, imprenditori, tecnici, manager.
I settori in grado di generare la più grande transizione in termini di sviluppo economico, sostenibilità ambientale e creazione di posti di lavoro sono:
- l'energia prodotta mediante tecnologie pulite e le attività di riciclaggio
- l’agricoltura che esalta la ricchezza e la diversità dei territori rispettando i ritmi della natura
- il rimboschimento e la lotta alla deforestazione
- l’urbanizzazione sostenibile, basata su un'attenta pianificazione di trasporto e sistemi abitativi
Sia le aree urbane che quelle rurali sono interessate da questa trasformazione.
Le possibili e auspicabili risposte sono in parte comuni, in parte differenziate o con accenti diversi.
Per le aree urbane:
- le fonti energetiche rinnovabili;
- la mobilità sostenibile;
- la bioedilizia e la bioarchitettura;
- il turismo responsabile.
Per le aree rurali:
- il turismo “rurale” e responsabile;
- l'agricoltura biologica e biodinamica;
- la prevenzione e la cura del territorio.
Le nuove professioni
I Green Jobs abbracciano una vasta gamma di profili professionali, di competenze e di bagaglio educativo.
Essi comprendono:
o nuovi tipi di professioni
o riadattamento delle competenze e delle attività tradizionali
e inoltre:
· possono derivare da una domanda nuova
· o essere indotti dalla variazione della catena di produzione
Le nuove professioni
da: La Repubblica del 23 Gennaio 2010
ART DIRECTOR VERDE
Sceglie le campagne di comunicazione per dare un’immagine ecologica ai prodotti
ECOAUDITOR
Controlla che i processi produttivi delle aziende rispettino le norme
ECODIPLOMATICO
Rappresenta le istituzioni nelle politiche di ratifica dei trattati internazionali
CERTIFICATORE ENERGETICO
Redige le certificazioni energetiche necessarie nelle compravendite immobiliari
ECOPARRUCCHIERE
Coiffeur che utilizza solo prodotti ambientalmente corretti
ESPERTO DEL RICICLO
Commercializza prodotti di riciclo
ASSICURATORE AMBIENTALE
Specializzato in ecopolizze, come l’Rc inquinamento
ECOCHEF
Organizza la cucina con menù e materie prime controllate e certificate
ECOBLOGGER
Cura e gestisce per conto di aziende un blog scientifico-ambientalista
PEDOLOGO
Esperto conoscitore del suolo (classificazione, interpretazione e conservazione
AVVOCATO AMBIENTALE
Specializzato in diritto di conservazione e tutela dell’ambiente
ECOCOOL HUNTER
È un “cacciatore di tendenze” in chiave ecologica
ECOBRAND MANAGER
Responsabile della progettazione di linee di prodotti sostenibili
RESTAURATORE DI GIARDINI
Riprogetta aree verdi
Il Progetto
Macro obiettivo
Il progetto, che prende il nome di GJUSTI (Green Jobs Università Scuole Territorio Imprese), è un passo in questa direzione.
L'obiettivo diretto ed immediato è:
· l'individuazione e la creazione di nuove figure professionali.
Green facilitator
Il green facilitator ne è un esempio: una figura professionale che mette in relazione il pubblico con il privato. Il pubblico inteso come ente o istituzione pubblica o di rilevanza pubblica; il privato inteso come privato cittadino o azienda privata.
Nelle scelte concrete il cittadino e il tessuto produttivo (soprattutto le realtà di medie e piccole dimensioni) devono uscire dall’isolamento che ne limita le possibilità e li mette in balìa di un mercato che spesso premia i soggetti più forti economicamente, ma che non sempre hanno un valore aggiunto di evidenza socio-ambientale.
Obiettivi specifici
Il progetto GJUSTI ha anche altri obiettivi, indiretti ma ugualmente stringenti:
- costruire una rete sociale in cui il contributo dei diversi soggetti è cruciale per una strategia di occupazione verde: imprese, sindacati, associazioni di categoria, camere di commercio, banche e investitori, enti locali, università
- stimolare una diffusa partecipazione sociale strappando gli individui (e spesso anche le imprese) dall'isolamento
- creare attenzione e dibattito attorno al tema dei Green Jobs
- promuovere percorsi formativi (dentro e fuori la scuola) e stimolare le università a potenziare e innovare la formazione finalizzata ai Green Jobs
- mettere in rete due territori (urbano e rurale) per individuare le diverse risorse economiche, umane, professionali, strutturali, investibili in strategie di occupazione verde
- favorire un’azione di lobby sulle istituzioni
- motivare il lavoro di chi cerca la soluzione della crisi adottando queste nuove opportunità o adattando la propria attività ai criteri delle green economy
- intendere la diversità, la bio-diversità, come una ricchezza che riporta alla luce la cultura, le tradizioni e le varietà dei prodotti
- riportare al centro delle finalità produttive
e del pensiero culturale la bellezza e l'armonia, la contempl-azione
della bellezza della natura.
Un nuovo paradigma culturale
Il progetto dà un contributo alla costruzione di un sistema economico caratterizzato da sostenibilità ambientale e sociale. Inoltre, vuole stimolare a non vedere la green economy unicamente come opportunità di business, ma come strumento per definire un nuovo paradigma culturale: quello basato sull'empatia fra uomo e natura. Quest'ultima, non più vista come risorsa da sfruttare senza regole, ma come alleata nell'elevare la qualità della vita degli esseri umani.
La costruzione della rete
I seminari territoriali
Saranno organizzati 4 seminari territoriali,
2 in ciascuno dei territori interessati:
- Area urbana - Zona 9 di Milano
- Area rurale - Fascia collinare dell'Oltrepò Pavese.
Verranno coinvolti i rappresentanti de:
- · Le principali associazioni di categoria
- · La Camera di Commercio
- · I sindacati
- · Le associazioni di consumatori
- · Le Organizzazioni del terzo settore
- · La Cooperazione sociale
- · Gli Enti locali delle Province interessate
- · Il Consiglio di Zona 9 di Milano
- · La Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese
- · L’Università di Pavia e di Milano Bicocca
I contenuti dei seminari
I seminari prevedono:
una parte teorica per dibattere e comprendere contenuti, risvolti, sviluppi dell’approccio Green Jobs
una parte pratica di:
- individuazione dei bisogni occupazionali nell’ottica di un modello di impresa e di lavoro più sostenibile e più inclusivo
- costruzione del profilo del Green Facilitator
- illustrazione di buone pratiche
- definizione di iniziative e progetti comuni
I territori - Area Urbana
Zona 9 di
Milano
L’area urbana coinvolta nel progetto è una parte della periferia nord di Milano e coincide, più precisamente, con la Zona 9 del decentramento.
Ex distretto ad alta concentrazione industriale, è ora territorio di terziario e piccole imprese con importanti insediamenti residenziali di edilizia pubblica, privata e cooperativa.
Importante è la presenza del polo universitario della Bicocca e degli insediamenti distaccati del Politecnico alla Bovisa.
Università degli Studi di Milano Bicocca
Nata nel 1998, è un ateneo multidisciplinare che si è scelto una mission ben precisa:
fare della ricerca il fondamento strategico di tutta l’attività istituzionale
intendendo la ricerca non solo come ampliamento delle frontiere della conoscenza, ma anche come qualificazione dell’attività formativa, come strumento di relazione con il territorio e come contributo allo sviluppo del sistema produttivo.
In questi anni, l’Ateneo ha sviluppato stabili e intensi rapporti con il mondo imprenditoriale, dedicando particolare attenzione alla realtà territoriale in cui è inserito e privilegiando, allo stesso tempo, la dimensione internazionale.
L’università mobiliterà risorse all’interno dei seguenti dipartimenti:
- Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio attraverso il Gruppo di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile - GRISS
- Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
- Dipartimento di Economia Politica
- Laboratorio Informatico di Sperimentazione Pedagogica (LISP) della Facoltà di Scienze della Formazione
Dip. di Scienze dell'Ambiente e del Territorio
GRISS
Gruppo di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile
Composto da docenti universitari, ricercatori e giovani professionisti dell’ambiente, il GRISS sostiene e sviluppa attività di ricerca, sia pura che applicata, nell’ambito della sostenibilità dello sviluppo, potenziando l’integrazione tra aspetti ambientali, economici, sociali e istituzionali e promovendo relazioni tra l’Università e il mondo delle Imprese e delle Istituzioni impegnate sul fronte della sostenibilità.
L’attività di ricerca si occupa di indicatori di sostenibilità, ecoinnovazione e trasferimento tecnologico, turismo e agricoltura sostenibile, energia e ambiente, Risk assessment per la biodiversità e pianificazione territoriale sostenibile.
Dipartimento di sociologia e ricerca sociale
Settore Sociologia dell’Ambiente e del Territorio
Attraverso vari Laboratori e Settori di attività, e grazie alla sua caratteristica interdisciplinarità, il Dipartimento di sociologia e Ricerca Sociale ha sviluppato ricerche ed analisi sulle trasformazioni delle periferie urbane e delle aree metropolitane, sui mutamenti dei sistemi insediativi e politiche sulla casa, sulle pratiche di partecipazione degli abitanti e sulle politiche di sviluppo di comunità.
Dipartimento di Economia Politica
I principali ambiti di ricerca del Dipartimento di Economia Politica riguardano la teoria microeconomica, l’organizzazione industriale, lo sviluppo economico, l’economia del benessere, il rapporto tra economia ed etica, economia sperimentale ed econometria applicata.
In riguardo al progetto Gjusti, l’attenzione sarà rivolta agli aspetti macro e microeconomici dell’economia dell’ambiente, standard ambientali e strumenti di mercato, ad un nuovo modello di produzione e consumo, al rapporto tra sviluppo sostenibile e occupazione, all’individuazione e/o creazione di green jobs.
LISP - Laboratorio Informatico di Sperimentazione
Pedagogica - Facoltà di Scienze della Formazione
Il LISP è un Laboratorio dedicato alla sperimentazione delle tecnologie applicate alla pedagogia.
In particolare, si occupa di:
· tecnologie e ambienti digitali per l'apprendimento
· attività di formazione di e-tutor (tutor di e-learning) rivolta ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e al personale ATA del mondo della scuola
· osservatorio sui nuovi media.
I territori - Area rurale
L’Oltrepò Pavese
È l’area meridionale della Provincia di Pavia, che si spinge fino ai monti, formando un cuneo tra le regioni del Piemonte, dell'Emilia Romagna e della Liguria.
È un territorio a forma di grappolo che copre una superficie di 1.100 Km² circa, ed è costituito da una zona piana, una collinare ed una montana.
È un territorio prettamente agricolo, composto da 78 comuni.
Il progetto si sviluppa sull’area collinare. Borghi antichi, paesi rurali, castelli, boschi, campi e vigneti donano una piacevole varietà e ricchezza di paesaggi. La vegetazione comprende oltre ai campi coltivati boschi di querce, carpini, ontani e frassini. Le numerose varietà di vitigni producono vini tipici pregiati, che si possono trovare nelle circa 4.000 cantine presenti sul territorio.
Oltre al vino, è molto rinomato anche il salame di Varzi.
L'incidenza dei cittadini stranieri rispetto alla popolazione è di circa
il 4% rispetto al 7,5% della Lombardia. I maggiori problemi dell’area
sono il dissesto idrogeologico e l'invecchiamento della popolazione, causato dall'allontanamento
delle nuove generazioni dal territorio e l'eccessiva frammentazione
delle attività produttive, dovuta principalmente dalla scarsa
propensione a lavorare in rete.
Università degli Studi di Pavia
L’Università degli Studi di Pavia è l’Ateneo più antico della Lombardia ed uno dei più antichi d’Europa.
È una Research University che investe sui giovani ricercatori, su ingegno, competenze, creatività e passione per la conoscenza. Partecipa a progetti internazionali di ricerca, è inserita in un network di lavoro con i maggiori college del mondo, promuove ricerca in ambito interdisciplinare, dialoga con le imprese in progetti di ricerca che dal sapere portano all'innovazione, passando per la sperimentazione e l'applicazione della conoscenza.
L’università mobiliterà risorse all’interno dei seguenti dipartimenti:
- Dipartimento Studi Politici e Sociali e Sociologia dell’ambiente e territorio
- Dipartimento di Economia Pubblica e Territoriale
- Dipartimento Ecologia del Territorio - Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Dipartimento Studi Politici e Sociali e
Sociologia dell’ambiente e territorio
Scopo del settore è fornire le basi metodologiche per una lettura del territorio, attraverso i processi di organizzazione funzionale e i percorsi di utilizzo dei cittadini.
L’esplorazione e l’analisi con cui i diversi attori e gruppi sociali concorrono alle “specializzazioni” del territorio e alla definizione di “spazi di salvaguardia ambientale”, costituiscono l’elemento centrale per individuare linee di cambiamento e possibili effetti di sviluppo.
Dipartimento di Economia Pubblica e Territoriale
I due settori di approfondimento sono Economia dell’Ambiente ed Economia Pubblica.
Nel progetto GJusti l’attenzione sarà rivolta a: l’ambiente e il sistema economico, risorse ambientali e naturali, il sistema dei prezzi e le imperfezioni del mercato, lo sviluppo economico sostenibile, povertà ed ambiente
Dipartimento Ecologia del Territorio - Facoltà
di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Individuare le risorse, le potenzialità e i limiti del territorio, analizzare le sinergie, i conflitti e le criticità proponendo soluzioni compatibili nell’ottica della sostenibilità
I percorsi formativi
L'educazione ambientale
“L'educazione ambientale deve stimolare negli studenti una particolare sensibilità per i problemi legati all'ambiente, al fine di creare una nuova cultura che trasformi la visione antropocentrica del rapporto uomo-natura in quella biocentrica che considera l'uomo come componente della biosfera"
(Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n° 49/89).
L'educazione ambientale si realizza soprattutto nella stretta relazione col territorio circostante per comprenderne esigenze, richieste, bisogni e per realizzare interventi formativi che non siano avulsi dai contesti socio-culturali ed economici locali.
Il territorio è visto come una realtà in cui radicare profondamente l'esperienza scolastica in quanto "fonte" di cultura e di sviluppo.
“L’educazione, oltre ad essere un diritto umano, è un pre-requisito per raggiungere lo sviluppo sostenibile, strumento essenziale per il buon governo, per i processi decisionali consapevoli e per la promozione della democrazia.L’educazione per lo sviluppo sostenibile può fornire capacità critica, maggiore consapevolezza e forza per esplorare nuove visioni e concetti e per sviluppare metodi e strumenti nuovi”
(Strategia per l’educazione allo sviluppo sostenibile
Approvata dai Ministri dell’ambiente e dell’istruzione dei Paesi dell’area UNECE (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite) conferenza di Vilnius
Maggio 2005.)
“L’educazione
ambientale e allo sviluppo sostenibile rappresentano oggi una sfida non
più procrastinabile per responsabilizzare tutti cittadini ad assumere comportamenti
e stili di vita all’insegna del rispetto dell’ambiente.”
(Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Dipartimento per l’Istruzione
14 Dicembre 2009)
Percorso
didattico nelle scuole
In ogni istituto superiore coinvolto il percorso didattico si sviluppa in 3 incontri di 3 ore cad. coordinati da un docente universitario che, con metodologia partecipativa/attiva e di cooperazione, costruiscono un percorso didattico volto all'approfondimento e alla conoscenza di tematiche che riguardano i green jobs, e che farà parte del POF (Piano Formativo) di ogni Istituto.
Tale progetto sarà corredato da indicazioni concretamente spendibili per l'orientamento delle scelte successive al ciclo degli studi superiori (percorso universitario o ingresso nel mercato del lavoro).
Percorso formativo per docenti
Il coinvolgimento degli insegnanti e la loro sensibilizzazione rispetto alla tematica costituisce una componente importante del successo formativo dell'iniziativa.
Si svolgerà una attività di formazione orientata agli insegnanti, che sarà inserita da parte dell'USR Lombardia nella normativa relativa alla "formazione in servizio". La partecipazione degli insegnanti a questa attività permetterà loro di sviluppare specifiche competenze didattiche e formative sul tema interdisciplinare dei green jobs.
Il convegno internazionale
Nell’autunno 2010 si svolgerà a Milano un convegno internazionale sul tema dei Green Jobs con lo scopo di
· offrire un’occasione di conoscenza e di dibattito
· far conoscere esperienze di occupazione verde nei vari settori (energia, agricoltura, edilizia, mobilità, servizi…)
· individuare iniziative a sostegno dei green jobs nella finanza, nell’impresa, nel sindacato, nella scuola, nella politica
Durante il convegno verranno presentati i risultati dei seminari territoriali e dei percorsi formativi nelle scuole.
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Le fonti
Testi - Documenti
· “Green jobs: towards decent work in a sustainable, low-carbon world”, Rapporto Unep-ILO-Worldwatch Institute, ottobre 2008
· “High road or low road? Job quality in the green economy” dell’istituto Good Jobs First, USA 2009
· “Guida ai Green Jobs, come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro”, autori Tessa Gelisio e Marco Gisotti , pag. 400, Edizioni Ambiente, 2009
· EcoLavoro, supplemento mensile a MODUS VIVENDI
· “A green new deal for Europe”, rapporto del WUPPERTAL INSTITUTE, ottobre 2009
· “Tackling the jobs crisis” autore John P.Martin, Rapporto OCSE 2009
· Studio di CGIL e Legambiente su aumento dell’occupazione nel settore dell’occupazione verde, Roma febbraio 2009
Piano economico del Progetto
Contatti
Comunicare con il progetto
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