Il diritto al lavoro come fondamento di tutti i diritti e della dignità della persona umana
“LIBERA. ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE"
e il
COORDINAMENTO DELLE SCUOLE per la legalitàe la cittadinanza attiva
(Istituti promotori: Licei Virgilio, Volta, Severi, Leonardo da Vinci)
Presentano, con la collaborazione con la prof.ssa Francesca Zajcyzk
del Dipartimento di Sociologia dell’Univ. Bicocca, il convegno sul tema
Diritti universali / diritti negati
Il diritto al lavoro come fondamento di tutti
i diritti e della dignità della persona umana.
Il lavoro come principio negato e dimenticato
Venerdì 4 dicembre 2009, ore 8,45 – 13:00
Aula magna edificio U6 - Università di Milano-Bicocca
piazza dell’Ateneo nuovo
Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 1 – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Art. 23 – “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi”.
Il diritto al lavoro è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dei diritti dell’Unione Europea, eppure è il diritto più violato. Lavoro nero, infortuni sul lavoro, nuove schiavitù e lavoro clandestino sono fenomeni su cui si tace, in parte, quasi giustificandone l’esistenza.
Il terzo convegno del Coordinamento delle scuole milanesi sui diritti umani e sulle loro violazioni quest’ anno è dedicato a uno dei diritti più importanti e nello stesso tempo meno rispettati.
II valore costituzionale del principio del diritto al lavoro e la realtà del “ lavoro negato e delle sue diverse forme verranno presentati attraverso analisi di studiosi, test, video testimonianze e inchieste sul campo.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Coordinamento dei lavori :
Duilio Catalano e Giuseppe Teri del Coordinamento delle scuole milanesi per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza;
Saluti e introduzione al tema:
Francesca Zajcyzk (docente Dipartimento Sociologia e Ricerca Sociale - Univ. Bicocca, Milano)
Marisa Valagussa (Ispettrice dell’Ufficio Scolastico Regionale) *
Relatori:
Carlo Smuraglia (docente univ., giuslavorista, già Presidente della Commissione lavoro del Senato e Presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano)
Marco Rovelli (docente, musicista, scrittore e autore de “Servi” e “Lavorare uccide”)
Silvana Tranquillo, (FLM Uniti-CUB, esperta dei problemi dei lavoratori precari dei
call-center)
Pap Khouma (immigrato, scrittore)
Marco Revelli, (docente di Scienza della politica presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”, consulente Commissione del Senato nuove povertà)*
Cristina Franceschi (Fondazione Roberto Franceschi)
Lorenzo Frigerio (giornalista e Referente regionale di Libera)
Elena Uccello (giornalista de “ Il sole 24 0re”, autrice de “L’isola felice”)
Ilaria Ramoni (Ufficio legale nazionale di Libera).
(Saranno proiettati filmati e documentari sull’argomento)
* da confermare
Per prenotare:
Segreteria Liceo Virgilio, p.za Ascoli 2
tel. 02/713738 (chiedere della signora Paola)
e-mail didattica@ivirgil.it
Segreteria Liceo Volta, via Benedetto Marcello 7
tel 02/29406185, 02/29523883 (chiedere della signora Carmelina)
e-mail liceovolta@tiscali.it
Contro l’indifferenza, per l’impegno a trasformare il mondo riportiamo:
Discorso agli studenti milanesi di Piero Calamandrei (1955)
“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. Ci sono altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie……”
Il dio dei denari (canzone di Marco Rovelli, scrittore e saggista)
L’angelo schiavo, accecato, impotente
sigilla di sangue innocente le porte
poi viene il signore onnipotente
e alle soglie imbiancate scombina la sorte
Siede per terra, la donna E soffia via la cenere
Guarda il cielo di sbieco E non può più attendere
Intorno tutto è infecondo Negli occhi il deserto
In fine è un grido che s’alza Dal suo seno aperto
Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta.
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari
Il passato è davanti allo sguardo disperso ed impuro
La donna si strappa di bocca il tempo futuro
Si alza e conosce da un segno che è tempo di andare
Impone un ritmo al suo passo. E’ pronta a parlare
Questo tempo labile ha un segno indelebile
che chiama a raccolta la forza dei mari
per aprire bocche dischiudere mani
ed un’altra vita sia in salvo domani.
Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari
(dedicata alle “morti bianche” e alle donne che hanno perso il “loro uomo”)
Nota bene:
Si invitano le scuole, per ragioni logistiche, ad inviare la propria adesione indicando il numero dei partecipanti.
Il presente programma è suscettibile di variazioni in corso d’opera, in ragione delle disponibilità dei diversi ospiti invitati. Ci scusiamo fin da ora per eventuali cambiamenti dell’ultima ora.
Come raggiungere l’Università degli Studi Milano-Bicocca
Edificio U 6 – Aula Magna - piazza dell’Ateneo nuovo
Si consiglia di prendere la metro rossa, direzione Sesto, scendere a Precotto, a 50 metri vi è la fermata della metrotramvia 7 direzione Cairoli, Scendere dopo due fermate in piazza dell’ateneo-Arcimboldi e aggirando l’edificio raggiungere l’U6-aula magna;
Fare registrare la presenza e prendere posto immediatamente;
Essere puntuali tra le 8, 30 e le 8,45
Con le linee di superficie
TRAM 11: fermata Testi (Centro Pirelli)
Metrotramvia 7: fermata Arcimboldi Ateneo Nuovo
BUS 44: fermata Testi Pianell.
BUS 51: fermata Ponale Testi.
BUS 727: fermata Sarca Chiese, il bus collega la stazione di Milano Centrale a Cinisello Balsamo.
Con la metropolitana
LINEA 1: fermata Precotto poi metrotranvia 7 in direzione Cairoli M1 (scendere alla seconda fermata : Arcimboldi).
LINEA 3: fermata Zara poi metrotramvia 7 in direzione Precotto.
(scendere alla fermata : Arcimboldi).
Cosa
Quando
04/12/2009
da
08:45 am
al
01:00 pm
Dove Università Bicocca - Milano









