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Scienza e fede ai confini della vita

Le reazioni negative degli ambienti ecclesiastici a questo Nobel hanno una radice squisitamente ideologica.

 

 

Ben vengano, quindi, le tecniche di fecondazione artificiale, se permettono di superare qualcunodegli ostacoli intrinseci alla nostra biologia. Se poi a volte sono utilizzate per gravidanze chesuperano le procedure imposte dalla nostra natura, come nel caso delle madri sessantenni o dellafecondazione eterologa, si può discutere sull'opportunità o meno di questo (più che sulla sua liceità)ma non è il caso di prendersela con i ricercatori che hanno messo a punto metodi per combatterel'infertilità.

Il desiderio di spingersi oltre i limiti che l'evoluzione biologica ci ha concesso ha caratterizzato ilgenere umano fin dalla sua comparsa sulla Terra, quando i nostri antenati vissuti due milioni emezzo di anni fa hanno imparato a scheggiare le pietre e ad utilizzarle per rompere le ossa dianimali morti e succhiarne il midollo, una azione che né le unghie né i denti avrebbero permessoloro di fare. Questa spinta alla conoscenza e alla manipolazione dell'ambiente circostante non si èmai fermata e non si fermerà mai: la questione vera è come usare al meglio le nostre conoscenze,non limitarle per timore dell'ignoto.

Che poi la stessa pietra che permette di procurarsi cibo possaessere usata per uccidere un altro essere umano, o che la ruota sia stata usata tanto per macinare ilgrano nei mulini quanto come strumento di tortura, è una verità della nostra storia: l'uso chefacciamo delle nostre invenzioni dipende dalla nostra consapevolezza e dalla nostra libertà.

Le reazioni negative degli ambienti ecclesiastici a questo Nobel non hanno a che fare, però, con lanostra biologia e nemmeno, in fondo, con la questione di un uso saggio e considerato delle nostretecnologie: hanno invece una radice squisitamente ideologica. Nessuno sembra avere mai protestatoper le tecniche di fecondazione artificiale applicate agli animali ormai da decenni. Non vi è muccanelle nostre stalle che conosca (biblicamente) il toro, la fecondazione impiega solo lo sperma dellostesso (una pratica che riduce la biodiversità e che ha posto all'occasione problemi genetici anchegravi).

Il problema è che per i teologi l'uomo gode di una dignità unica e speciale, non perché sicomporti meglio delle mucche, dei tori e dei pesci ma perché sarebbe provvisto, unica specie innatura, di un'anima individuale e immortale, distinta dal corpo fisico e preposta in qualche modo adindirizzarlo. È il congelamento e la successiva liquidazione dell'anima che la Chiesa condanna nelcongelamento e soppressione dell'embrione "soprannumerario", non la sorte della masserella dicellule che lo forma.

Era più ragionevole, da questo punto di vista, la posizione di San Tommasod'Aquino, che nel Duecento sosteneva che l'anima entra nel corpo solo quando questo ha assuntoforma umana, cioè all'incirca dopo tre mesi di gravidanza (il tempo entro cui l'aborto è oggiautorizzato dalla maggior parte delle leggi, fra l'altro). Negli ultimi decenni la Chiesa ha retrodatatol'ingresso dell'anima nel corpo, facendolo coincidere con il momento della fecondazione.

Negliultimi secoli si è poi deciso di rendere universale questo "diritto all'anima", estendendolo anche aquelle popolazioni, come gli aborigeni di tutto il mondo, che al momento della conquista europeadei continenti ne erano stati esclusi.Ora, la nozione che esista un'anima distinta dal corpo e immortale è pura ideologia, un'invenzionecui alcuni si associano, altri no. Fra chi è animato da spirito religioso, alcuni preferiscono crederealle reincarnazioni, altri ad una vita unica con giudizio finale. Chi è animato da uno spirito laicopensa invece che in questo secolo siamo sulla buona strada per capire quali interazioni neuronalisono responsabili di ciò che chiamiamo "coscienza" o "autocoscienza", "spirito" o anche "anima".Negli ultimi duecento anni si è scoperto che il numero di cose e di eventi invisibili supera di granlunga il numero delle cose visibili ma non è emersa alcuna traccia dell'esistenza dell'anima.

Plagiatodalla dottrina ecclesiastica, il parlamento italiano ha prodotto anni fa una legge scellerata in materiadi fecondazione assistita, negando persino il diritto alla diagnosi preimpianto alle donne che vifanno ricorso, quindi il diritto ad avere figli se possibile sani. Per fortuna due interventi della Corte Costituzionale hanno mitigato alcune barbarie della legge. Non si vede proprio perché in un Paeseche crede nella libertà di opinione le convinzioni di alcuni, sprovviste per di più di ogni riferimentocondivisibile, comunicabile e assoggettabile a critica razionale, come è di ogni forma di conoscenza, dovrebbero essere imposte a tutti.

La dottrina della Chiesa insiste giustamente sullalibertà e responsabilità dell'uomo; ma se guardiamo le cose da quel punto di vista c'è una domandache sorge spontanea: se Dio ha provvisto l'uomo della capacità di intervenire sulla natura e suglialtri esseri viventi, perché mai non dovrebbe concedergli il diritto di intervenire sulla vita della sua stessa specie? La Chiesa cattolica ha sempre favorito la procreazione e questo ha anche un effetto positivo sullacrescita del numero di fedeli, poiché la religione dei figli è quasi sempre quella ereditata daigenitori. In questo caso ha fatto una politica contraria alla procreazione.

Forse coloro che lapraticano non sono fra i credenti più ligi, ma con questo atteggiamento molti futuri cattolicipotenziali sono probabilmente perduti. È vero d'altra parte che il Paese più cattolico del mondo,l'Italia, è quello che ha il numero di figli per famiglia di gran lunga più basso.Comunque, abbiamo finora sentito solo le voci più estreme: il pronunciamento ex cathedra non èancora arrivato.

la Repubblica  6 ottobre 2010

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