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Quell’Ici non pagata dalla Chiesa

Regali concordatari



Caro Augias, la Commissione Europea ha decretato che esentare la Chiesa dal pagamento dell'ICI, come benevolmente deciso dal governo Berlusconi, non va bene perché, essendo il beneficio destinato ad un solo soggetto, altera di fatto gli equilibri del mercato e crea una situazione di concorrenza sleale. In effetti, considerando quanta parte del patrimonio immobiliare di proprietà della Chiesa è destinato ad attività commerciali (basterebbe citare tutte le strutture alberghiere, che vanno dagli hotel di lusso agli ostelli), la presenza sul mercato di un operatore che ha minori costi (anche di "personale"...) pone le altre strutture in una condizione di svantaggio. Come dare torto alla Cee? E' una situazione che ha delle analogie con quella esistente fra il commerciante che paga le tasse e il suo collega evasore fiscale, il quale, potendo praticare prezzi più bassi senza ridurre il profitto (tutt'altro), costringerà prima o poi l'altro a chiudere bottega. Sono curioso di vedere quale contromossa escogiterà il governo per mantenere al "grande alleato" questo privilegio illegittimo e a quali pesanti sanzioni condannerà il paese pur di non revocarglielo.

SilvanoFassetta


I  terzo comma dell'articolo 7 del Concordato stabilisce: «Agli effetti tributari gli enti ecclesiastici aventi fine di religione o di culto, come pure le attività dirette a tali scopo, sono equiparati a quelli aventi fine di beneficenza o di istruzione. Le attività diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e delle finalità di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attività e al regime tributario previsto per le medesime». Dunque la cosa è chiara. Sembra chiara, quanto meno. Nei fatti non è così. Per esempio: il nostro paese è disseminato di conventi e seminari che una volta erano pieni di religiosi o di aspiranti sacerdoti e alla loro formazione o all'esercizio della loro pietà erano destinati. La crisi delle vocazioni li ha svuotati non solo delle persone ma anche del loro scopo originario. Bene: molti di questi edifici sono oggi alberghi, ostelli, luoghi di vacanze rasserenanti, posso dirlo per diretta esperienza. Però mantengono al loro interno una cappelletta, un crocifisso, qualche parvenza dell'originaria destinazione. Queste sopravvivenze, anche se minime, li esentano dal pagamento dell'Ici nonostante la prevalente finalità commerciale. È giusto questo? Non basta il miliardo di euro che ogni anno lo Stato passa alla Chiesa con l'astutissima legge detta 8 per mille? La Repubblica Italiana sarebbe, a norma di Costituzione, uno Stato laico. Di nome. Di fatto abbondano leggi speciali che un po' troppo spesso sono 'ad personam', 'ad aziendam' e perché no anche 'ad ecclesiam'.

 

Repubblica 16.10.10

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