'Occupy Wall Street'. Da indignati a impegnati
Sostenere dal basso i tentativi di riforma del sistema finanziario internazionale
Dura oramai da giorni la manifestazione contro Wall
Street che vede protagonisti molti giovani, tutti uniti contro il
sistema finanziario e la corruzione dilagante. Sono i nuovi indignati, dopo gli
episodi arabi e spagnoli: ora i manifestanti del movimento 'Occupy Wall Street'
chiedono giustizia, lavoro e che la finanza non regoli più l’agenda politica
del paese.
Sarebbe bello se gli indignati si trasformassero in impegnati.
Con qualche approfondimento e collegandosi al grande lavoro
della società civile internazionale e delle sue organizzazioni potrebbero
scoprire che l’economia siamo noi quando consumiamo e risparmiamo. Gli
indignati protestano contro un certo tipo di economia ma per chi votano con il
loro portafoglio? Dove mettono i loro risparmi?
Lo scotto che paghiamo tutti all’integrazione globale dei mercati e al recupero
dei paesi emergenti è quel differenziale di costo del lavoro, a parità di
qualifiche, che rende le masse di diseredati del pianeta una concorrenza
formidabile alle nostre conquiste di welfare. La risposta più coerente dovrebbe
essere quella di evitare che questo si trasformi in una corsa verso il basso
delle imprese premiando con i nostri consumi e risparmi tutte quelle
organizzazioni produttive che sanno creare valore economico dando dignità al
lavoro e rispettando l’ambiente. Il voto col portafoglio ha
già raggiunto obiettivi importanti se la metà delle banane in Svizzera sono
equosolidali e una quota crescente di cittadini guarda al valore sociale ed
ambientale dei prodotti che acquista ma può fare molto di più se soltanto
crescesse la consapevolezza da parte dei cittadini che i comportamenti delle
imprese dipendono dalle nostre scelte. E dobbiamo smetterla di nasconderci
dietro l’alibi dei costi maggiori dei prodotti socialmente responsabili perché
in molti casi non è più così.
La protesta oltre a votare con il portafoglio deve trasformarsi in proposta
politica. Sostenendo dal basso i tentativi di riforma del sistema
finanziario internazionale che regolatori e politici illuminati hanno
proposto ma non riescono ancora ad attuare per la resistenza delle lobby. Nella
legge Dodd-Frank, nelle proposte della commissione Vickers e del Financial
Stability Forum, nella proposta della UE sulla tassa sulle transazioni
finanziarie ci sono le regole che riporterebbero la finanza al servizio
dell’economia reale e della persona (regole che includono la separazione tra
depositi dei clienti ed attività di trading delle banche, ridimensionamento e
regolamentazione dei derivati, limiti alla leva bancaria degli intermediari troppo
grandi per fallire).
Se la protesta si trasforma in proposta il cambiamento necessario per salvarci
diventerà possibile.
http://www.benecomune.net 03/10/2011

Precedente: Federalismo avvelenato








