Non c’è più tempo da perdere
La finanza deve tornare al servizio dell’economia e non essere variabile impazzita.
Non c’è più tempo da perdere per salvare l’Europa. Bisogna fare quello che
stiamo dicendo ormai da un anno.
L’un percento può vincere il conflitto (per fortuna incruento, finanziario)
lanciato contro il 99 percento ad una sola condizione: che il 99 percento non
si accorga di essere nel conflitto (e reagisca ovviamente in maniera pacifica e
non violenta ma efficace). Svegliamoci ! E capiamo cos’è quello che chiamiamo
mercati finanziari: un sistema sempre più pericoloso controllato da pochissimi
attori (altro che mercato) e popolato da algoritmi automatici che ampliano
fessure facendole progressivamente diventare enormi divari. Da Repubblica di ieri
leggiamo che i trader di Wall Street fanno uso di steroidi ed ormoni per
aumentare aggressività e attitudine a rischiare (i soldi dei contribuenti
aggiungiamo noi per non usare un’espressione molto più cruda e famosa coniata
da Ricucci). Sempre ieri il New York Time cita una ricerca che sostiene che tra
i banchieri di Wall Street c’è una percentuale di psicopatici (10 percento)
significativamente più alta di quella riscontrabile nella popolazione generale
(1 percento). Come le rane nella favola di Esopo gli ingenui e gli sciocchi si
sono consegnati mani e piedi nelle mani di questo re travicello pensando che i
suoi oracoli fossero la verità da seguire.
Ecco cosa c’è da fare per trasformare l’UE in un area “despeculativizzata”
subito
1) Il debito pubblico in un momento di emergenza come questo deve finire
immediatamente nelle mani dei cittadini e delle istituzioni europee. Ad esempio
con gli eurobond o, in estremo, attraverso la decisione della BCE di acquistare
illimitatamente i titoli pubblici degli investitori esteri. Il contratto
sociale che si stabilisce tra stati nazionali e debitori dello stesso paese è
del tutto diverso e non speculativo. E non punta pistole alla tempia che fanno
compiere errori su errori
2) Bisogna subito imporre la
Volcker Rule per una questione di sicurezza e di trasparenza.
Le banche commerciali devono prestare soldi all’economia e non fare scommesse
in proprio con i depositi dei clienti e con la garanzia di salvataggio degli
stati. Recidendo immediatamente legami pericolosi con società veicolo non
consolidate a bilancio che si lanciano in scommesse spericolate. Chi vuole
scommettere vada direttamente al casinò.
3) Approviamo subito a livello comunitario la tassa sulle transazioni
finanziarie. La proposta UE fondata sul principio di broad residence al momento
approvata da 22 stati è robusta e solida. Eliminerà il trading ad alta
frequenza dai nostri mercati e spingerà banche e fondi pensione ad abbandonare
strategie di trading aggressivo.
Smettiamola con uno sciocco purismo a cui ormai crediamo solamente noi. La
finanza deve tornare al servizio dell’economia e non essere variabile
impazzita. I Bric dopo le catastrofi finanziarie che hanno vissuto in passato
l’hanno capito. Noi ancora no. Ed è qui (e non in tutti gli altri aspetti secondari
e derivati in cui abbiamo perso tempo in tutti questi mesi) che sta la radice
del nostro dramma.
Un appello ai media: per favore smettiamola di parlare di cose inutili o
secondarie e concentriamoci sul problema principale della crisi, questo.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 16mag2012

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