Manifesto del Dopofuturismo
"Manifesto del dopo futuro" del collettivo - Loop - nuova rivista "che assume l’apocalisse come terreno della ricerca"
da http://www.looponline.info
1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell'amore, la creazione quotidiana dell'energia dolce che mai si disperde.
2. L'ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3.
L'ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione
permanente delle energie produttive e nervose dell'umanità per il
profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e
l'estasi, la frugalità dei bisogni e il piacere dei sensi.
4. Noi
affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una
bellezza nuova: la bellezza dell'autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e
nessuno deve esser costretto a correre a velocità uniforme. Le
automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non
possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La
velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe
stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce.
5. Noi vogliamo cantare l'uomo e la donna che si accarezzano per meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo.
6, Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per
aumentare la potenza dell'intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato.
7.
Non vi è più bellezza se non nell'autonomia. Nessuna opera che non
esprima l'intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La
poesia è un ponte gettato sull'abisso del nulla per creare condivisione
tra immaginazioni diverse e liberare singolarità.
8. Siamo sul
promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente guardare dietro
di noi per ricordare l'abisso di violenza e di orrore che
l'aggressività militare e l'ignoranza nazionalista possono in ogni
momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo
uniforme. L'eterna velocità onnipresente è già dietro di noi,
nell'Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro
ritmo singolare.
9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che
diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i
fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici
terrorizzati della disarmante femminilità che c'è in noi tutti.
10.
Vorremmo fare dell'arte forza di cambiamento della vita, vorremmo
abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo
sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti
e ai poeti.
11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi
dalla schiavitù del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la
rivolta contro lo sfruttamento. Canteremo la rete infinita della
conoscenza e dell'invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera
dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in
contatto con il proprio corpo. Canteremo l'infinità presente e non
avremo più bisogno di futuro.

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