"Mai chiesta la patente di pirata e chi ha sbagliato deve pagare"
Bertolaso risponde alle dieci domande di Scalfari: "Dico basta a questo fango"
Caro Scalfari, rispondo subito alle 10
domande che lei mi ha posto.
1. Non si è accorto che l'estensione della Protezione civile ai Grandi
eventi del tutto disconnessi dalle catastrofi causate dalla natura o dagli
uomini, era al di sopra delle possibilità di un regolare servizio?
"Mi sono accorto del contrario e resto convinto delle ragioni che
hanno portato il Governo Berlusconi prima, il Governo Prodi poi, ed infine
l'attuale Governo Berlusconi a confermare al Dipartimento la gestione dei
Grandi Eventi. La ragione: quella della Protezione civile è l'unica normativa
che considera, in linea con le normative comunitarie relativamente alla
accelerazione delle procedure, la variabile "tempo" come reale e
cogente".
"Quando ci sono scadenze, quando bisogna concludere qualcosa entro una
data non procrastinabile, anche in relazione ad esigenze di sicurezza e di
tutela degli interessi primari della collettività, l'unico strumento che
funziona è la normativa citata. Ripeto: normativa, non anarchia o
autorizzazione ad esercitare la pirateria a nome dello Stato, normativa per di
più comprensiva di controlli e autorità di vigilanza, mai abrogate".
2. Se se n 'è accorto, ha comunicato questa sua preoccupazione al
presidente del Consiglio? Ottenendo quale risposta?
"Ho comunicato alla Presidenza più volte - e non solo durante questo
Governo - la mia preoccupazione relativa all'aumento delle richieste di
dichiarazione di grande evento da affrontare con la figura del Commissario
Straordinario. A mio avviso c'era e c'è da domandarsi come mai continuano ad
aumentare le richieste di dichiarare situazioni di ogni tipo particolari e
diverse dalle altre, che siano grandi eventi, emergenze, o altre fattispecie. A
me pare che ciò costituisca un segnale, inquietante, dell'aumento della
difficoltà delle Amministrazioni a gestire in ordinario il territorio
affrontando situazioni complesse. Nessuno, né in Parlamento né fuori, ha finora
dato cenno di condividere la necessità di una revisione e di un ammodernamento
della normativa, per poter consentire alle Amministrazioni di affrontare
efficacemente in via ordinaria le problematiche del governo del loro
territorio".
3. Non si è reso conto che la creazione della Protezione civile Spa
rendeva permanente quest'anomalia e confiscava ulteriormente i poteri
legislativi del Parlamento?
"Come già Le ho scritto la settimana scorsa, il decreto legge non
prevede affatto la trasformazione della Protezione Civile in società per
azioni, la quale viceversa, con personale capace e preparato, continuerà nella
sua missione. La Spa
è uno strumento tecnico in più, che, con l'esperienza acquisita nelle
emergenze, non ultima quella aquilana, rimette nella mani del
"Pubblico" competenze da "general contractor" che la pubblica
amministrazione ha perso negli ultimi decenni, rendendola nuovamente in grado
di seguire giorno per giorno i lavori di cui lo Stato è committente e
sottraendosi al ricatto del "mercato", all'ormai abituale ricorso ai
vari modi di implementare i prezzi che azzerano nei fatti la sostanza stessa
delle gare che si svolgono, oltre a provocare inevitabilmente il rinvio a tempi
ignoti della consegna della commessa. Aggiungo, viste le circostanze, che tutto
si gioca, come sempre, sulla scelta delle persone giuste nei posti giusti. Ho
potuto farlo all'Aquila, mentre in precedenza ho lavorato con le massime
autorità competenti per le opere pubbliche che ho trovato. Se queste persone
già investite di ruoli importanti e delicati non erano all'altezza del loro
compito, il chè deve ancora essere provato, posso solo dire, senza violare
alcun segreto investigativo, che la prospettiva che si possa lavorare assumendo
in pieno anche la responsabilità della scelta accurata dei collaboratori mi
pare un passo avanti e una garanzia in più".
4. Ha comunicato al presidente del consiglio questa sua eventuale
preoccupazione?
"Rendere lo Stato efficiente non è una anomalia, non ho mai sottratto
poteri legislativi al Parlamento - affermazione in sé ridicola - , credo che lo
Stato non sia solo gioco partitico, in parlamento e fuori, ma anche
responsabilità di operare delle amministrazioni. Per questa ragione non avevo
proprio nulla da comunicare al Presidente del Consiglio su questo punto. Avrei
dovuto chiedergli che mi concedesse di rinunciare alle uniche norme che
consentono di operare con efficacia, come ho dimostrato in questi anni. Per
quale ragione? Per restare fermo a tempo indeterminato, in attesa che il
Parlamento affrontasse il problema della capacità di decidere e fare delle
Amministrazioni, sul quale ad oggi non ci sono neppure proposte?"
5. Si è reso conto che buona parte dei mutamenti apportati alla legge
del 1992 potevano creare conflitti con l'ordinamento costituzionale?
"Non mi rendo mai conto di ciò che non c'è. Nessuna novità venuta dopo
la legge del 1992 ha
creato conflitti costituzionali. Nessuna norma è passata col parere contrario
del Presidente della Repubblica, non ci sono state osservazioni neppure
informali, non ci sono stati pronunciamenti della Corte Costituzionale né sono
state sollevate fondate eccezioni di incostituzionalità. Da nessuno, tranne che
da Lei oggi, neppure durante la discussione e l'approvazione della riforma del
Titolo V della Costituzione, che ha dichiarato la Protezione Civile
materia concorrente con le Regioni, con le quali per noi è normale coordinarsi,
anche per i Grandi Eventi, come è avvenuto per il G8 con la Regione Sardegna
e successivamente con la
Regione Abruzzo".
6. Ha riflettuto sul fatto che le ordinanze relative a quegli eventi
(tra le quali c'è anche l'attribuzione alla Protezione civile del finanziamento
delle celebrazioni per l'Unità d'Italia) sono un modo per evitare la firma del
capo dello Stato eludendo così il suo controllo di costituzionalità?
"Se i Presidenti della Repubblica non hanno mai opposto il rifiuto o
obiezioni alle leggi che consentono l'adozione delle ordinanze relative ai
Grandi Eventi, se gli stessi non hanno mai espresso preoccupazioni di sorta al
riguardo, confesso che non ho avuto stimoli per fare questa riflessione.
Ricordo invece che i Presidenti della Repubblica hanno conferito due medaglie
d'oro al valore civile al Dipartimento, mi hanno riservato rapporti personali
diretti assolutamente cordiali, non hanno mai lesinato, in moltissime
occasioni, i loro complimenti e il loro compiacimento per il mio operato. In
occasione del G8 all'Aquila il Presidente Napoletano ha voluto pubblicamente
manifestare il suo grande apprezzamento, a me e a quanti hanno lavorato con me,
per l'organizzazione e la gestione dell'evento".
7. Ha informato di queste sue eventuali osservazioni il presidente del
Consiglio? Quale risposta ne ha ottenuta?
"Per la stessa ragione, e cioè la mia incapacità di vedere pericoli
dove li vede solo Lei, non ho informato il Presidente del Consiglio, che invece
ha potuto prendere atto in molte occasioni, senza bisogno di suggerimenti,
delle tante cose concrete positive realizzate dal Dipartimento".
8. Si è reso conto che, restando sottosegretario di Stato, esisteva
un'incompatibilità assoluta con la carica di direttore del Dipartimento della
Protezione civile? Questa incompatibilità è durata più di un anno. Per
quale ragione?
"Sarei incompatibile se fossi sottosegretario alla Protezione Civile.
Mi sono battuto sempre perché la competenza della Protezione Civile fosse
propria del Presidente del Consiglio dei Ministri, risolvendo in questo modo il
problema di evitare, nei tempi dell'emergenza, di affidarsi a forme di
"coordinamento senza potere", esercitate da un Ministro pari grado di
altri Ministri che dovevano accettare di farsi coordinare. Ho detto anche di
recente che un conto è invitare i colleghi, un altro convocare le
Amministrazioni e i loro titolari a riunioni a Palazzo Chigi. Questo vale in
generale, a prescindere da chi sia l'inquilino di Palazzo Chigi. Sono stato
sottosegretario per l'emergenza rifiuti in Campania dove ho anche operato come
responsabile della Protezione Civile con i risultati che sono sotto gli occhi
di tutti. Risultati che dipendono dall'uso di quei poteri e normative di
Protezione Civile, le uniche adeguate ad affrontare situazioni complesse e
problemi dove il "tempo che passa" è determinante, che ora sembra Le
creino insormontabili problemi di tenuta della democrazia. Anche adesso,
comunque, non sono affatto sottosegretario alla Protezione Civile".
9. Bertolaso è stato indagato per reati connessi alla gestione dei
rifiuti di Napoli, insieme al suo vice dell'epoca (che è una donna a lui ben
nota e a lui fedelissima). Il processo per il suo vice è in corso. Per quanto
riguarda lui è stato invece stralciato e trasferito a Roma. Può dirci a che
punto si trova questo processo?
"Per quanto riguarda il processo relativo a mie condotte inerenti la
gestione dei rifiuti in Campania, al momento mi risulta che ci sia stata
richiesta di archiviazione per i quattro reati più gravi di cui ero indagato,
mentre è in corso l'accertamento da parte del Gip per un ultimo reato di natura
contravvenzionale, per il quale la legge prevede soltanto un'ammenda".
10. Porgo queste domande a Bertolaso perché egli si è sempre proclamato
un uomo al servizio dello Stato e non dei governi. Se fosse al servizio di
questo governo e lo dichiarasse francamente, non porrei questi interrogativi.
Ma se è al servizio dello Stato avrebbe dovuto porseli e quindi: perché queste
domande non se le è poste da solo e non ne ha tratto le conclusioni?
"Ripeto di essere un servitore dello Stato. Ho detto, anche nella
ultima lettera che le ho inviato, che non sono servitore di questo o quel
governo. Il che non vuol dire che non sia al servizio del Governo. Sarebbe
assai originale e contraddittorio. Se la
Sua vera domanda è: "si è reso conto che il suo operare
ha creato situazioni che possono aver contribuito al consenso nel Paese
dell'attuale Presidente del Consiglio?" rispondo di essermene accorto. Ho
già detto che alcuni degli interventi che ho realizzato, a partire dalla fine
della quindicennale emergenza rifiuti in Campania, sarei stato lieto di
concluderli con il Presidente Prodi, che condivideva il mio Piano, mentre il
Governo da lui presieduto non ne ha permessa la realizzazione. Non io, ma
Napoli e l'Italia hanno perso più di un anno. Spiacente, ma non è un mio
problema considerare che per "Stato" si deve intendere "l'Italia
senza Berlusconi". Spiacente, è un problema del centro sinistra italiano,
non dello Stato, non riuscire a fare a meno di questo Presidente perché unico
collante buono a tenere insieme forze politiche che, quando non trovano accordo
su questo comune bersaglio, danno regolarmente vita alla fiera del fuoco amico.
Da servitore dello Stato, aspetto che questa congiuntura non brillante finisca,
perché non aiuta nessuno a migliorare la qualità del servizio ai cittadini. Ma
ciascuno si prenda le sue, di responsabilità. Un'ultima risposta la devo non ad
una domanda, ma ad una sua affermazione. Personalmente ho grande considerazione
per il lavoro della magistratura, credo indispensabile che esista una
"macchina della giustizia" efficiente e responsabile, credo nel
diritto dovere dei magistrati di fare il loro lavoro, prezioso per una società
che vuole essere civile. Mi piacerebbe molto, invece, che i processi mediatici
come quello che adesso si sta celebrando contro di me, che sono soltanto
l'imputato pubblico di turno, scomparissero. Rispetto l'opinione pubblica, al
punto da essermi fatto un punto d'onore nel meritare la fiducia dei cittadini,
ma non credo le si renda servizio spargendo illazioni, informazioni non
verificate, sospetti, teoremi di colpevolezza data per certa quando nessun
giudice si è pronunciato. Questo sì, in violazione dei principi costituzionali.
La libera stampa, se sviscera gli elementi di prova addotti dai giudici per una
loro decisione, può rendere un servizio ai cittadini e al Paese. Quando spande
fango, meno".
http://www.repubblica.it 15 febbraio 2010

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