La meraviglia spiega l’enigma dell’evoluzione
La scienza nasce dalla curiosità e si nutre di meraviglia.
La scienza nasce dalla curiosità e si nutre di meraviglia. «Questo libro presenta le prove più importanti a favore della teoria dell’evoluzione. Chi si oppone al darwinismo semplicemente per motivi di fede non cambierà idea neppure di fronte a una gran mole di prove, perché la sua opinione non è basata sulla ragione. A chi è incerto o accetta l’evoluzione ma non è sicuro di poter giustificare la propria opinione, questo libro offre una breve sintesi per cui la scienza moderna riconosce l’evoluzione e la considera come un fatto innegabile. Ho scritto questo testo nella speranza di poter condividere con tutti, ovunque si trovino, la meraviglia che si prova di fronte al puro e semplice potere esplicativo dell’evoluzione darwiniana» . Queste parole poste all’inizio del libro Perché l’evoluzione è vera di Jerry A. Coyne (Codice Edizioni, p. 344, e 29) riassumono esaurientemente le intenzioni dell’autore e fanno appello a uno stato d’animo fondamentale per chi si accosta a tutte le avventure della scienza: la meraviglia.
La scienza se ne nutre e prospera in ogni circostanza nella quale c’è da alimentare questo sentimento, che per definizione non si appaga mai: c’è sempre qualcos’altro da scoprire e di cui meravigliarsi. Il mondo è il palcoscenico di innumerevoli rappresentazioni e messe in scena delle quali osiamo ambire a comprendere l’essenza e a rintracciare il filo conduttore. Nei tempi più antichi era il cielo stellato con i suoi girovaghi figuranti e i suoi immobili riferimenti a stimolare primariamente la nostra curiosità e a muovere la nostra meraviglia, curiosità e meraviglia magicamente risvegliate oggi dalle immagini che ci vengono dai più moderni strumenti per scrutare il cielo anche a distanze siderali.
Tuttavia esiste anche un più modesto ma esaltante palcoscenico terrestre dove nel tempo si sono succedute e date il cambio migliaia e migliaia di specie viventi, dalle amebe alle sequoie, dalle muffe alle antilopi, dai batteri patogeni ai ghepardi. Tante, tantissime specie sono comparse più o meno fuggevolmente, fra loro diversissime ma con la comune stimmata del nascere, crescere, riprodursi e svanire. Riesce difficile per chiunque credere — di qui la meraviglia— che tutte abbiano un’origine comune e che tutta questa immane differenziazione sia dovuta a semplici meccanismi che noi abbiamo compreso.
Quello che più ci colpisce, come ricordato sopra dall’autore, è che tutto sia così semplice e che con due o tre principi naturali lo si possa spiegare. Anche per le persone più bendisposte verso la teoria darwiniana e neodarwiniana è questo l’ostacolo principale alla sua accettazione. «Tutto troppo semplice» dicono costoro e non si rendono conto del fatto che qualsiasi enigma della natura, dal moto dei pianeti alla formazione dei diamanti, dalla fioritura primaverile alla luce irradiata dalle stelle, una volta spiegato, assume una forma incredibilmente semplice. O perché l’universo è intrinsecamente semplice o perché la nostra mente è capace di comprendere solo il semplice. O per entrambi le ragioni. Scegliete voi.
Corriere della Sera 23.2.11

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