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La bandiera di Ulisse per il futuro

Considerate la vostra semenza / fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza

 

 

Caro Alessandro Baricco, mi ha fatto un gran piacere leggere la tua lettera.   Poteva restare privata, tra te e me, come tu inizialmente volevi, ma è così densa di riflessioni stimolanti e di pensiero che sarebbe stato un peccato non rendere partecipi i lettori del nostro giornale.

Sulla differenza tra barbari e imbarbariti siamo in pieno accordo ed hai ragione di ricordare che gli iniziatori d'ogni nuova epoca furono considerati barbari dai loro contemporanei. Quanto agli imbarbariti, tu ritieni che siano l'inevitabile "scarico" che avviene quando un'epoca succede ad un'altra e anche su questo punto sono d'accordo. A mio parere però il fenomeno è assai più pericoloso di quanto tu non pensi: lo "scarico" degli scarti rischia di inquinare l'ambiente e di deviare il corso dell'epoca ai suoi ancora incerti inizi.

Tu dici che sono un barbaro anch'io perché sono curioso del nuovo e del diverso da me e cerco di capirlo. Se questa è la tua diagnosi, mi piace e l'accetto.
Infine la questione della profondità e della superficialità. Tu dici che questa dicotomia è caduta e che la questione importante è capire dove si colloca il senso. Sta bene. Io colloco il senso nella vita pratica; la tua "superficialità" non è che un altro modo di chiamare la vita pratica. Diciamo la stessa cosa e non crediamo nel "senso ultimo".

Ho letto pochi giorni fa su Repubblica un illuminante articolo di Cavalli-Sforza che spiegava molto bene la funzione sociale e rassicurante del "senso ultimo", quello che ipotizza l'oltremondo e l'immortalità dell'anima. Cavalli-Sforza descriveva poi magistralmente il senso come lo concepiscono i laici non credenti: conoscenza e responsabilità. Non si può dir meglio e questo è il lascito della modernità che più mi è sembrato degno d'essere arricchito e preservato. Questo lascito attraversa oggi un assai brutto momento e merita per quanto possiamo tutta la nostra cura.

Ho ricordato più volte l'Ulisse dantesco, eroe moderno per eccellenza, quando incita al viaggio verso il futuro i suoi compagni: "Considerate la vostra semenza / fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza".
Questo vorrei fosse la comune insegna da consegnare al futuro e a chi dovrà costruirlo.
 

la Repubblica (21 settembre 2010)

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