Il voto col portafoglio salverà il mondo: come ?
La consapevolezza dei cittadini circa le loro scelte di consumo e risparmio saranno la principale urna elettorale che avranno a disposizione.
La forza decisiva per costruire dal basso un benessere equo e sostenibile
dove il sistema economico sia orientato all’”efficienza a tre dimensioni”
(ovvero alla creazione di valore economico socialmente ed ambientalmente
sostenibile) sarà il voto col portafoglio. Ovvero la sempre maggiore
consapevolezza dei cittadini che le loro scelte di consumo e risparmio sono la
principale urna elettorale che hanno a disposizione. E che premiare con i
consumi e risparmi le aziende più efficienti a tre dimensioni ha effetti enormi
sui comportamenti delle imprese e non è un atto di altruismo ma semplicemente
di autointeresse lungimirante perché ci restituirà imprese che inquineranno
meno e tuteleranno di più il lavoro.
Nelle varie indagini internazionali (Nielsen, Eurisko, SWG) la quota di
consumatori disposti a pagare di più per il valore aggiunto socioambientale
contenuto nei prodotti è consistente ed in crescita (dal 30 al 70 percento). Si
tratta però di cifre distorte verso l’alto perché la domanda “astratta”
presuppone assenze di attrito che invece nella realtà ci sono (assenza di costi
di distanza maggiori per i prodotti “etici”) e occhiali perfetti per i
consumatori che invece sono affetti da astigmatismo in quanto non possono che
avere una visione sfocata del grado di eticità maggiore o minore dei prodotti.
Come spiego in un volume di recente uscita (Il Mercato siamo noi, Bruno
Mondadori) una delle cose più importanti da fare per potenziare la leva del
voto col portafoglio è dunque migliorare le lenti degli occhiali. L’Unione
Europea ha ben chiaro il problema quando parla di miglioramento della qualità
dell’informazione per aumentare gli incentivi di mercato alla responsabilità
sociale delle imprese (ovvero aumentare i benefici e ridurre i costi delle loro
azioni di responsabilità sociale). Si tratta in sostanza di andare sempre di
più nella direzione del modello, per ora irrealistico, che insegniamo
all’università agli studenti quando assumiamo che i consumatori che arrivano
sul mercato siano perfettamente informati.
La direzione più importante di progresso è quella della costruzione di
applicazioni per smartphones con i quali i consumatori possono apprendere le
caratteristiche del prodotto puntando il loro telefonino contro il codice a
barre dei prodotti che trovano sugli scaffali (non è fantascienza, l’UE ha
avviato progetti che hanno costruito le prime applicazioni e stanno nascendo
numerosi siti privati impegnati a costruire nella stessa direzione). Altre due
iniziative istituzionali fondamentali per aumentare gli incentivi di mercato
alla responsabilità sociale delle imprese sono i meccanismi premiali per la
responsabilità sociale ed ambientale nelle gare d’appalto, nel fisco, nelle
regole assicurative e nelle agevolazioni creditizie (se le imprese
contribuiscono a produrre beni e servizi pubblici non si vede perché questo non
debba essere riconosciuto dallo stato) e il voto col portafoglio delle stesse
istituzioni. Non si capisce perché istituzioni che si pongono obiettivi di
benessere sociale come sindacati, fondazioni e chiese non debbano votare col
portafoglio per evitare di contraddire le loro finalità statutarie nelle loro
scelte di risparmio e di consumo.
Il voto col portafoglio si affermerà. E’ solo questione di tempo e molto dipenderà da quanto rapidamente si procederà su queste direzioni di progresso.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 16giu2012

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