I misteri della semplicità
Se le banche troppo grandi per fallire che ci hanno trascinato nella crisi assomigliassero un po’ più a questo modello forse lo spread non popolerebbe gli incubi di tanti cittadini.
Ieri sera a Ballarò, mentre i teleascoltatori si lambiccavano sui misteri dello spread un lampo di semplicità finanziaria ha squarciato la scena. Il fondatore di Banca Etica Fabio Salviato ha ricordato che la banca che presta prevalentemente a soggetti considerati non bancabili o difficilmente bancabili (cooperative sociali, imprese sociali, cittadini con scarse garanzie patrimoniali) ha un rapporto tra prestiti in sofferenza (ovvero non restituibili) e prestiti totali dello 0,6 percento contro una media del circa 5-6 percento del sistema bancario nazionale. Tutto questo, aggiungiamo, in un anno in cui Banca Etica ha aumentato il volume dei propri prestiti del 24% contro il 3 percento circa della media del sistema nazionale. Eppure gli ineffabili regolatori che hanno scritto le norme di Basilea I, II e III considerano la tipologia di clienti di Banca Etica a massimo rischio chiedendo un accantonamento di capitale a riserva alle banche superiore a quello richiesto per i famigerati derivati del credito che hanno causato la crisi finanziaria mondiale (e che ancora oggi valgono circa il 7 percento del loro valore nominale, cioè quasi nulla).
Salviato ha spiegato con molta semplicità che dietro questi risultati c’è un lavoro di cura e la costruzione di legami di fiducia tra banca e cliente. Proprio quello che il modello delle cartolarizzazioni ha perso. E, oltre a questo fattore fondamentale, ovviamente la professionalità nella gestione di direttore, neopresidente Biggeri e cda, la dedizione e la passione di una compagine che coinvolge attivamente oltre ai dipendenti i soci attivi sul territorio unita non senza fatiche e tensioni per un progetto comune.
Se le banche troppo grandi per fallire che ci hanno trascinato nella crisi assomigliassero un po’ più a questo modello forse lo spread non popolerebbe gli incubi di tanti cittadini. Ma nulla vieta che in futuro sia così. “Cristal clear” direbbero gli inglesi.
Ma per le nostre menti sempre più sofisticate che provano ad addentrarsi nelle complessità della finanza derivata i paradossi della semplicità rischiano di diventare sempre meno comprensibili.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 18gen2012

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