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Comunicazione, emergenze, apertura logica – parte I/3

Gerarchie dell’Apprendimento e della Comunicazione

 

 

Sull’intuizione delle “gerarchie intrecciate” Bateson costruì la sua teoria dell’apprendimento e della comunicazione. Com’è noto, prese spunto dalla teoria dei tipi logici che il filosofo e matematico Bertrand Russell aveva elaborato per evitare alcune spinose contraddizioni della teoria fondazionale degli insiemi. Nella teoria di Russell gli elementi di un insieme sono di un tipo logico diverso da quello cui appartiene l’insieme stesso. In questo modo è possibile, pur con qualche artificiosità, evitare le situazioni contraddittorie auto-referenziali che potevano scaturire dal considerare concetti come l’insieme di tutti gli insiemi che contengono se stessi.

 

Nel suo scritto Le categorie logiche dell’apprendimento e della comunicazione,[11] individua in ordine di complessità crescente 4 livelli fondamentali. Il primo, che qui indicheremo con L1 e che potremmo definire puramente “sintattico”, è quello in cui l’informazione scambiata può essere descritta attraverso un semplice modello comportamentale del tipo stimolo-risposta. Il livello successivo L2 modifica la scelta della risposta in presenza dello stesso stimolo. Notiamo che ciò implica una memoria e dei meccanismi di tipo “epigenetico” per lo sviluppo delle possibilità di scelta e del loro “significato” (emergenza di un dominio semantico). Il terzo livello L3 è particolarmente importante perché come generalizzazione del precedente contiene l’epistemologia del sistema, ne costituisce in altre parole la “personalità” definita attraverso la possibilità di scelta tra classi di risposte. L’attitudine a scegliere una classe piuttosto che un’altra e la struttura interna delle relazioni concettuali tra i membri della classe definisce il gioco delle strategie e finalità cognitive del sistema e quindi le sue modalità di apprendimento e comunicazione. Notiamo che il livello 3 è quello con le più spiccate caratteristiche “auto-convalidanti”, poiché la classe delle scelte ricorrenti rappresenta l’ottica con la quale il sistema vede il mondo e se stesso nel mondo. Il livello L4 è quello in cui il sistema complessivo delle scelte entra in crisi e subisce una trasformazione profonda del modello cognitivo, che viene così modificato strutturalmente. Cambiano dunque i “significati” e -in termini di “personalità”- i “valori” del sistema. È questo il caso in cui emerge un nuovo dominio semantico, nuove possibilità cognitive e diverse finalità.

 

La teoria dei tipi logici di Russell servì a Bateson soltanto come spunto formale per la descrizione delle gerarchie, poiché nei contenuti nulla potrebbe essere più lontano dai suoi originali intenti filosofici. È più realistico pensare che un sistema intelligente veda i diversi livelli co-esistere ed interagire tra loro, con continui riassestamenti del proprio dominio semantico di auto-rappresentazione. Inoltre è importante osservare che queste “transizioni di fase” dell’apprendimento e della comunicazione non riguardano soltanto insiemi di scelte pre-definite, ma la comparsa di nuove classi e nuove configurazioni dinamiche globali nelle connessioni interne di ogni insieme, altrimenti il sistema sarebbe in linea di principio totalmente prevedibile, ad esempio attraverso un modello computazionale. Possiamo dunque parlare di processi di emergenza intrinseca, imprevedibili, che spingono l’osservatore a creare nuovi modelli del mondo e di se stesso. Scrive a proposito Bateson:[12]

Ciò che nei Principia (il sistema di Russell) appare come una scala fatta di gradini tutti uguali (nomi di nomi di nomi e così via) diventerà un’alternanza di due specie di gradini. Per passare dal ‘nome’ al ‘nome del nome’ dobbiamo passare attraverso il processo di assegnare un nome al nome. Dev’esserci sempre un processo generativo mediante il quale le classi, prima di poter ricevere un nome, vengono create.

 

Un caso esemplare di come le intenzioni teoriche di Bateson andassero ben al di là dell’involucro formale scelto è la consapevolezza dell’importanza della contraddizione nei processi mentali:

Per quanto nella logica formale si tenti di conservare la discontinuità tra una classe ed i suoi elementi, è nostra opinione che, viceversa, nella psicologia della comunicazione reale, questa discontinuità sia continuamente ed inevitabilmente trasgredita.[13]

 

Bateson intuì con chiarezza le potenzialità degli aspetti paradossali nelle “gerarchie intrecciate” e le utilizzò per indagare alcune caratteristiche della comunicazione nel gioco e nell’arte -dove, parafrasando Magritte, Ceci n’est pas une pipe-, e quelli dei rapporti nevrotici e schismogenetici, dove il dominio cognitivo è scisso o “oscilla” tra due interpretazioni dello stesso messaggio. Questa linea di ricerca è stata sviluppata nella pragmatica della comunicazione umana di Paul Watzlawick e colleghi al Mental Research Institute di Palo Alto.[14] Il ruolo della contraddizione simmetria/asimmetria, parte/tutto, è cruciale anche nella teoria di Matte Blanco, che fu uno degli studiosi più attenti dell’epistemologia di Bateson, Maturana e Varela (Cini, comunicazione personale), e recentemente sono stati proposti degli impianti estremamente interessanti per ripensare alla psicoterapia all’interno di uno scenario batesoniano.[15]

 

Un altro punto significativo è la considerazione del ruolo fondamentale di quell’atto di comunicazione che è la non-comunicazione, ossia la chiusura cognitiva nei confronti di temi che possono indurre una crisi profonda nel dominio cognitivo. Anche qui l’aspetto paradossale consiste nel fatto che per aver scelto una chiusura l’osservatore ha già “registrato” gli stimoli perturbatori e ne ha già elaborato una valutazione sulla loro “non-gestibilità” all’interno del proprio modello (Wittgenstein, Prop. 7 del Tractatus, Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere). Un ultimo esempio interessante è l’analisi fatta dall’ultimo Bateson sul “silenzio mistico” ed in generale sul ruolo del sacro nella logica del vivente (Wittgenstein, Tractatus, prop. 6.41 Il senso del mondo dev’essere fuori di esso. Nel mondo tutto è come è, e tutto avviene come avviene; non v’è in esso alcun valore – né, se vi fosse, avrebbe un valore).

 

Tutti questi aspetti rimandano alle dinamiche fondamentali dei processi di emergenza e della produzione del “nuovo” e dell’“impredicibile” che sono tipiche dei giochi cognitivi tra meta-livelli, e mostrano l’estrema inadeguatezza dei tipi logici per esprimere tutte le potenzialità della teoria. Questo suggerisce di adottare un impianto più ampio e recente, la teoria dell’apertura logica[16] come tessuto concettuale per una teoria generale dell’emergenza.


 [11] Bateson, G., Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano, 1989.

[12] Bateson. G., Mente e natura, cit., p. 246.

[13] Bateson, G., Verso un’ecologia della mente, cit., p. 245.

[14] Watzlawick, P. – Beavin, J. H. – Jackson, D. D., Pragmatica della Comunicazione Umana, Astrolabio, Roma, 1971.

[15] Madonna, G., La psicoterapia attraverso Bateson. Verso un’estetica della cura, Bollati Boringhieri, Torino, 2003.

[16] Minati, G. – Penna, M. P. – Pessa, E., Thermodynamic and Logical Openness in General Systems, in Systems Research and Behavioral Science, 15 (3), 1998; Licata, I., Mente & Computazione, in  Systema Naturae, vol. 5, 2003.

 

Pubblicato in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura,vol.4, “Psicologi(a) & Comunicazione”, Aprile 2007

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