Come la rivoluzione della rete sta cambiando la nostra vita
Fare i conti con le problematiche macroeconomiche che la rete sta apportando a livello planetario.
Lo scorso anno molti restarono sopresi quando l’apertura di
un nuovo megastore di elettronica di consumo a Roma provocò file enormi che
bloccarono l’intero quartiere. Molti si sorprendono ancora quando nei dati
ISTAT scopriamo che la recessione ha compresso i consumi di vestiario e persino
di alcuni prodotti alimentari ma non di telefonini, I-pad e schermi piatti che
assurgono così di fatto a beni di prima necessità.
La verità è che la rete sta generando una rivoluzione di cui ancora fatichiamo
a comprendere la portata. I prodotti dell’elettronica di consumo (con
potenzialità di accesso alla rete sempre maggiori) sono diventati così
indispensabili perché essi rappresentano ormai delle vere e proprie protesi
“sensoriali” che aumentano le nostre capacità di azione oltre che porte di
accesso alla fruizione di un’enorme quantità di beni e servizi disponibile
gratuitamente in rete. Attraverso di essi abbiamo infatti accesso immediato e
dettagliato a innumerevoli fonti d’informazione, possiamo costruire comunità di
relazioni, gestire i nostri viaggi e spostamenti da soli, ritrovare vecchi
amici, comprare e vendere online beni e servizi provenienti da molte altre
parti del mondo, costruire “piazze virtuali” che fanno da surrogato di quelle
reali che non riusciamo più a frequentare.
Ancora più importante, la rete rendendo istantanea la comunicazione da ogni
parte del globo è un’infrastruttura fondamentale che sta creando rapidamente
un’opinione pubblica mondiale e, per le scienze, un cervello collettivo
pensante che lavora ininterrottamente con un’enorme produttività alimentato dai
contributi dei singoli scienziati che vengono sempre prima immessi in rete e
diventano a quel punto patrimonio di tutti. Un tipico modo di dire del mondo
scientifico è quello di issarsi “sulle spalle dei giganti”, ovvero di iniziare
la propria ricerca su di un tema specifico partendo dalla rassegna di quanto è
stato scritto di più recente sul tema. Con internet issarsi sulle spalle dei
giganti è sempre più facile ed immediato e ciò mette in moto un meccanismo che
fa crescere queste spalle sempre di più.
L’ultimo cambiamento radicale prodotto da internet riguarda il campo
dell’economia. Attraverso la rete si diffondono sempre più forme di produzione
collettiva di beni comuni fondate sulla gratuità (si pensi a wikipedia e alle
altre forme di open source). Attraverso questi processi internet ci rende
sempre “più ricchi” offrendoci gratuitamente beni e servizi che in precedenza
avremmo dovuto pagare. Se le aree della gratuità si allargano diventa
progressivamente più difficile “produrre” posti di lavoro classici e vendere
beni e servizi sul mercato in modo tale che gli stati possano poi raccogliere
con il fisco il denaro necessario per pagare i debiti pregressi (anche perché
le stesse opportunità di evasione ed elusione risultano potenziate).
Se la rete dunque ci rende più ricchi come cittadini (anche quando non
possediamo molte risorse monetarie purchè riusciamo a connetterci) rischia di
metterci in crisi come lavoratori e debitori. Generando il dilemma di una
ricchezza senza nazioni e di nazioni senza ricchezza.
E’ assai probabile che, comprendere e metabolizzare pienamente questa
rivoluzione, implicherà modalità nuove di misurare il benessere, di concepire
il lavoro e di regolare i rapporti tra debitori e creditori.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 18ago2012

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