Nietzsche
Friedrich
Friedrich Nietzsche (1844-1900) è uno dei più decisivi pensatori dell’intera storia della filosofia occidentale. «Studiò filologia classica a Bonn e a Lipsia sotto la guida di Friedrich Ritschl, e in questi studi andò formandosi il suo entusiasmo romantico per l’antichità greca. A Lipsia lesse per la prima volta Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer e ne fu conquistato. […]. I lavori del giovane filologo attirarono su di lui l’attenzione degli ambienti scientifici; e nel 1869, a 24 anni, Nietzsche fu chiamato ad una cattedra di filologia classica dell’Università svizzera di Basilea. Qui Nietzsche si legò di amicizia con Richard Wagner, che si era ritirato con Cosima Bulow nella villa di Triebschen sul lago dei Quattro Cantoni, e divenne un fervente ammiratore del musicista. Nel 1872 Nietzsche pubblicava il suo primo libro, La nascita della tragedia, che incontrava l’ostilità dei filologi e rimaneva ignoto al gran pubblico. L’anno dopo (1873) Nietzsche pubblicava le quattro Considerazioni inattuali. Frattanto l’amicizia con Wagner si andava affievolendo: Nietzsche era portato sempre più a vedere in lui l’estremo rappresentante del romanticismo e a scorgere nell’ultima fase della sua opera, orientate nostalgicamente verso il cristianesimo, un abbandono di quei valori vitali che erano propri dell’antichità classica e uno spirito di rinuncia e di rassegnazione. Umano, troppo umano pubblicato nel 1878 segna il suo distacco da Wagner e da Schopenhauer. Frattanto la salute del filosofo si andava indebolendo. Già nel 1875 egli aveva interrotto il suo insegnamento a Basilea e nel 1879 rinunziò definitivamente alla cattedra. Da allora in poi la sua vita fu quella di un malato inquieto e nervoso: visse quasi sempre tra la Svizzera e l’Italia settentrionale, tutto preso dalla composizione dei suoi libri e dalla speranza impaziente e sempre delusa che essi gli suscitassero intorno una schiera di discepoli e di seguaci. Nel 1880 usciva la seconda parte di Umano, troppo umano, che porta il titolo Il viaggiatore e la sua ombra, ed è un inno d’attesa alla morte. La morte tuttavia non venne; e nel 1881 Nietzsche pubblicava Aurora, che è il primo libro in cui si affacciano decisamente le tesi tipiche della dottrina nietzschiana. Ad esso seguiva La gaia scienza (1882) nel quale si afferma vittoriosamente la speranza del filosofo di poter condurre l’umanità verso un nuovo destino. Nietzsche ritiene a questo punto di poter uscire dalla solitudine e di poter trovare la comprensione e il successo. Ma un incidente sopravviene a deluderlo. Nel 1882 conosce una giovane finlandese di 24 anni, Lou Salomé, nella quale crede di aver trovato un discepolo e una compagna di eccezione. Ma ella rifiutò di sposarlo e si unì tempo dopo in matrimonio con l’amico e discepolo di Nietzsche, Paul Rée. Nietzsche si sentì abbandonato e tradito. Tra il 1883 e il 1884 egli componeva il suo poema filosofico Così parlò Zarathustra; ma questo libro fu pubblicato soltanto nel 1891 quando Nietzsche era già caduto nella notte della pazzia. Nel 1885 pubblicava Al di là del bene e del male che è uno dei suoi libri più significativi, ma che, come tutti gli altri, non ebbe successo immediato. Ad esso seguivano: La genealogia della morale (1887); e poi, Il caso Wagner, Il crepuscolo degli idoli, L’anticristo, Ecce homo, Nietzsche contro Wagner, opuscoli e libelli che Nietzsche compose nel 1888. […]. Nel frattempo Nietzsche si era stabilito a Torino […]. Qui egli aveva continuato a lavorare alla sua opera filosofica, rimasta incompiuta. Ma nel febbraio del 1889 un accesso di pazzia lo gettava incosciente al collo di un cavallo maltrattato dal padrone davanti all’abitazione torinese del filosofo. Nietzsche rimase ancora più di dieci anni immerso in una blanda pazzia, in cui affioravano di tanto in tanto i ricordi e le delusioni della sua vita tormentata. […]. Nietzsche moriva il 25 agosto 1900; i libri che egli aveva pubblicato a sue spese correvano ormai per il mondo» (Abbagnano-Fornero).









